fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

Tragedie

   "V'è fra gli uomini un detto antico molto,
   che di nessuno tu potrai la vita
   conoscer mai, se fu felice o trista,
   prima che muoia."

Sofocle: Trachinie

fiore

Ondata di affetto e dolore per la scomparsa di Andrea Blasina

Oggi avrebbe compiuto la mia età.

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dicembre 2, 2013 Posted by | Special Guest Efialte | 3 commenti

Materia

“Mi ricordo che una volta, quando era studente, Martial ha detto che il corpo è fatto di piccole particelle che si tengono insieme per tanto tempo e poi, un bel giorno, si disperdono. Quando si sta per morire, penso che ogni piccola particella frema e voglia riprendere la sua libertà, ed è questo a causare un’angoscia insopportabile… Si va in pezzi ancora da vivi”.

da “I falò dell’autunno” di Irène Némirovsky

http://www.youtube.com/watch?v=z3_nGVFnOno

ottobre 13, 2013 Posted by | scritte | Lascia un commento

Inconnu

assaporo il senso del passato

ascolto Simon and Garfunkel su youtube

e vivo nel 1981, respiro l’aria di Central Park

che ha quel silenzio familiare

Il mio ora è proprio lì

che viaggia nello spazio

sconosciuto da intercettare

e che si è riflesso anche da qualche parte dentro di me.

C’è.

mario_bianco_inconnu_50x70_2000

Mario BiancoInconnu – 50 x 70 (2000)

giugno 4, 2013 Posted by | scritte, Special Guest Mario Bianco | 1 commento

Trenta miserie d’Italia

nuvola_

 

La miseria d’Italia numero cinque una nuvola

molto bianca una nuvola bianca

calando all’improvviso molto bianca – bianca

ha divorato il gatto steso grigio in un sole autunnale

guardava la gente passare e la gente

nella sottostante strada dentro il traffico domenicale.

Via la nuvola il gatto l’ha stretta fra i denti ciabattando furtiva

come la scia di una nave che si addentra cauta nel

porto lasciando le onde grandi del mare

io vedo come accadono le cose fiorite o sfiorite

sono lacrime di una piccola suora diseredata

ma so che cavalco sulla lama della spada tagliente e la luce sanguina.

Anche la foglia nell’aria non ha più speranza di vita.

Mi domando dove trovare il tempo per sapere negli anni

                                                                                  che durano un giorno

per continuare lo scavo dentro la terra di sassi e toccare

la buona radice del pioppo sovrano

tutto è livellato ormai piallato appiattito.

Sovrana la solitudine della grande campagna conduce la danza

l’uccello nero cala gridando sul solco

per il terrore della navicella spaziale che fulmina

l’aria tracciando ferite di giallo.

Milioni di chilometri e Giotto il pittore divino

si muove fra le pecore dello spazio

tocca gli astri non si brucia le mani

potrà dipingere ancora il mondo

ricordare il buio di dio

riconoscere l’occhio dell’uomo da quello della serpe.

Invadere col fuoco l’infinito così lieto e vicino

senza bruciarlo.

 

Roberto Roversi, “Trenta miserie d’Italia”, L’iItalia sepolta sotto la neve

 

(nell’immagine: “Nimbus II” di Berndnaut Smilde)

maggio 11, 2013 Posted by | numeri, scritte | Lascia un commento

due poesie

diane_leonard

 

(dipinto di Diane Leonard)

Si espande e attraversa
Travolge forse

Sono e siamo
percorriamo
che cosa

mi poso su me stessa
stabilita ed estesa
come se fossi ovunque

il tempo mi chiede il suo nome
e per reazione mi fermo.

 

.

 

Rumori insediano il presente
Come echi del passato o timori futuri

Abbracciamoci come sempre
Per liberare il volo
e cullare la calma della nostra forza

marzo 17, 2013 Posted by | scritte | 1 commento

aestella

aestella,

ti scrivo da questo angolo siderale, dove tutte le cose che guardo rimpiccioliscono, come avessi un nuovo difetto agli occhi. Ma ho timore che gli occhi non c’entrino nulla o, se c’entrano, non vogliono più affacciarsi ai perimetri della realtà. Deve essere una forma di protezione per poter comprendere almeno qualcosa di ciò che mi accade, allontanandomene, ed invece di metterlo a fuoco, come si farebbe con una foto per svelarne gli sfondi, tutto mi appare minuscolo, tutto nello sfocato secondo piano che è l’unico che riesco a sopportare. Bruscolini, sassolini di mare, come ho letto stamattina: tutto vorrei frantumare nella loro dimensione. Così banale il mio tentativo di poter per lo meno tenere qualcosa di raccolto, senza affaticarmi, senza ferirmi o spezzarmi la schiena. Non è un’impresa che riesca del tutto. Per quanto tenti di rendere a misura di mano o di punta di dita l’amore, l’amore richiede due mani, due braccia, due occhi aperti, e un corpo forte, e un corpo cedevole, e pensieri grandi e pensieri miseri, e richiede ogni parte di me.

Daniela Andreis, incertieditori

dicembre 23, 2012 Posted by | scritte, Special Guest: Coniglio | 2 commenti

Testo per una canzone

Frenesia

.

C’è una frenesia dentro me

c’è la frenesia dentro di me

.

Non voglio l’intrattenimento

e neanche quel divertimento

Abbiamo bisogno di realtà, noi,

di contatto, noi,

anche con voi, sì anche con voi

 .

C’è una frenesia dentro me

c’è la frenesia dentro di me

.

Raccolgo il foglio caduto a terra

rimango incantato dalla debolezza

Trovo la forza nella realtà

nella frenesia che la cambierà

.

Vogliamo parlare, vogliamo parlare?

Io ti ascolto, sono qui

Non mi interessa la tua abitudine

Sono qui ora e per sempre

.

C’è una frenesia dentro me

c’è la frenesia dentro di me

.

Passerà tutto e niente

Passerà tutto e niente

La specie umana, il sistema solare

Voglio raggiungere te, solo te

Tutto il resto appartiene, alla frenesia.

liberamente inventato da Francesca E. Magni

dicembre 11, 2012 Posted by | scritte | 2 commenti

Trilogia dello zero

“Cadere è una rivoluzione, una dinamica
lontani da sé, nell’inciampo dei giorni

– una frana distruggendo i nomi e le cose –
dove la radice non si piega nel rialzarsi

pronti di schiena, e non curva alla morte
ma piuttosto costeggia lineare allo zero

– al futuro nelle sospensioni di un riflesso –
di uno slancio che si ha nel cadere bene

in quella caduta di stile profonda e decisa,
quando si cade per rimanere altro nel volto”

Antonio Bux “Trilogia dello zero” MarcoSayaEdizioni

(nell’immagine: spettacolo “Ellipsis” di Sosta Palmizi)

novembre 24, 2012 Posted by | forme, numeri, sconfinamenti | 3 commenti

Inizio di racconto astronomico

Adelaide Torretti non osa fissare le stelle, quasi volesse difenderle dal cannocchiale puntato. Preferisce far finta di guardare il buio per riposarsi gli occhi e poi, quando pensa sia il momento, girare lo sguardo solo un pochino. L’osservazione frugale della natura è il suo personale modo di stare al mondo, anche se nessuno ne è al corrente.
Perché Adelaide Torretti sa custodire i segreti.

di Francesca E. Magni

ottobre 27, 2012 Posted by | scritte | Lascia un commento

Cinque anni di blog

ottobre 20, 2012 Posted by | numeri | 4 commenti