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pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

Materia Prima

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quando arriva il momento inizio l’asilo. mi piace che dopo un po’ di giorni non sia più così nuovo anche se il primo giorno ho pianto finché la mamma non è tornata a prendermi per riportarmi a casa. poi va bene ha ragione lei mi ci abituerò ma a metà anno ci spostiamo in una casa lontana in una strada nuova e elegante e la mamma deve portarmi ogni giorno a scuola in macchina di nuovo accanto al gran­de edificio in mattoni dove adesso non abitiamo più. questa cosa mi stanca e penso che stanchi anche lei. poi trova un lavoro nella città a cui prima eravamo più vicini. io non capisco perché mi sembra così stupido ma papà dice che è lì che si trovano tutti i lavori e che la gente va in macchina anche molto più lontano del segnale verde per andare ogni giorno al lavoro e poi rifarsi tutta la strada al ritorno.ora che la mamma lavora come il papà è davvero troppo stanca per andare e venire a prendermi a scuola così adesso devo prendere due autobus e fare a piedi sei isolati per arrivare a casa alle sei per­ché il secondo autobus passa accanto alla nostra casa nuova ma l’autista dice che non può fermarsi prima di dove potrebbe fermar­mi perché non glielo permettono e io mi chiedo perché abbiamo pro­prio dovuto trasferirci.quando chiedo come mai ci serviva una casa più grande papà mi dice così la nonna può venire a stare da noi perché è troppo vecchia per badare a se stessa è già caduta tante volte e per colpa di queste cadute ha dei chiodi nell’anca. per lei è difficile spostarsi anche col bastone e le sue ossa non ridiventano forti in poco tempo come farebbero le mie. cosa vedrei se potessi guardarla attraverso la pelle e i vestiti? vedrei una spilla da balia che unisce tutte le parti dello scheletro? o un’intera foresta di radici appuntite impiantate in un cuscino dí spilli per nulla morbido?
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Una piuma è un prodotto incredibilmente elaborato e minuzio­so dell’epidermide di un uccello, e si compone praticamente di null’altro che cheratina; alcune delle cellule cheratinizzate in que­sto caso invece di cadere restano saldamente unite l’una all’altra, grazie alla speciale adesione della cheratina alle cellule adiacenti. La cheratina è una sostanza molto forte e, dal punto di vista mec­canico, la forma della piuma è estremamente compatta. Il risultato è una struttura meravigliosamente leggera ma molto efficiente.
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non dar fastidio alla nonna dicono così non faccio neanche più questo anche se non mi piace restare tutta sola in questa grande casa. vado da lei solo se mi chiama allora giochiamo a briscola o a scopa e lei mi insegna il solitario. nonna dice che è bello conoscere un gioco che si può fare da soli e a volte giochiamo vicine sedutel’una accanto all’altra. mi dà dei soldi quando vinco a carte e altre volte anche senza motivo ma la mamma me li fa restituire. dice che ho già la mia paghetta per comprare caramelle e altre cose. l’ho sen­tita litigare con papà su quanti soldi darmi.
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Le piume che assieme formano i lati della spina centrale o rachi­de sono munite di barbule (o radii). Le barbule distali uncinate di ogni penna si agganciano (come lunghi cucchiai appuntiti) alle barbule curve più prossime alla penna più vicina (la penna distale è quella più vicina) e così vanno a formare uno spazio compatto (vexillyum). Se incidentalmente perdono l’uncino, possono ricolle­garsi alle altre con un colpo di piuma dalla base verso la punta, cosa che l’uccello fa nell’atto di lisciarsi le piume.
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vado a far la spesa con la mamma e mi annoio ma mi piace star seduta nel carrello anche se lei dice che ormai sono troppo grande per starci ma è contenta quando l’aiuto a portare a casa le borse anche se posso portarne solo una alla volta. ma poi cado nel nego­zio e mi scheggio un dente sulla maniglia del carrello e allora lei dice sempre no no assolutamente no e ogni volta che le chiedo di sedermi e di essere spinta non me lo lascia fare. cammina vicino a me mi dice dammi la mano e questo è ancora più noioso.torniamo a casa dopo la spesa e troviamo che la nonna è caduta a terra il suo bastone è troppo lontano e non riesce ad afferrarlo. mia mamma si preoccupa. anch’io sarei preoccupata anche se la nonna dice sto bene non è la prima volta che cado adesso per piacere aiu­tatemi a rialzarmi.chiedo alla mamma se mentre lei fa la spesa posso stare a casa a badare alla nonna e giocare a carte invece di andare a comprare il cibo noioso e ispezionare ogni fila per vedere dov’è nascosto quello che ci serve ma la mamma dice di no e io non glielo chiedo più. a volte penso che anche la mamma preferirebbe tornare nell’apparta­mento dove eravamo schiacciati tutti e tre dove non c’era molto da fare e nessuno a cui badare e non c’era spazio per tutti.
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Lo sterno o osso pettorale ha una carena (carina) ben sviluppata negli uccelli volatili (carenati) il che consolida i forti muscoli pet­torali e stabilizza enormemente l’intera ossatura.

.anche se l’anno scolastico è quasi finito mi trasferisco in una scuola più vicina. sarà più facile adesso dice la mamma per me e per te Clara. e anche se preferisco avere solo un autobus da prende­re penso che sarebbe stato più facile aspettare l’inizio del prossimo anno scolastico.ma la mamma e il papà dicono che tanto poi ti abituerai e sarai contenta di aver cambiato. eppure non so dove trovare le cose la campanella suona continuamente e tutti corrono alla ricerca delle aule. c’è tanta di quella gente e nessuno sa chi sono. le maestre non si accorgono di me tranne che per chiedermi se non mi sono persa hai un’aria sperduta dicono ma secondo me tutti hanno quell’aria con la differenza che gli altri trovano subito le loro aule e io sono sempre in ritardo. dopo un po’ le maestre non si stupisco­no più e scuotono solo la testa. so che anche mia cugina laura è qui e sta un anno avanti a me ma è difficile trovare qualcuno con tutta questa gente.prendere solo un autobus per tornare a casa è la cosa più sempli­ce. nell’arco di una settimana imparo la strada a memoria così se voglio posso farla a piedi. è più bello e non è troppo lontano. quan­do arrivo a casa ho ancora un po’ di tempo libero prima che la mamma rientri così mi stendo in camera mia che è molto più grande della vecchia cameretta ma sembra sempre così grande e fredda. mi stendo sul letto, chiudo gli occhi e cerco di sentirmi ampia come in un sogno. li tengo chiusi e cerco di espellere la mia piccolezza.di notte è difficile non sentirsi piccoli è come se la camera ingoiasse una minuscola me è una stanza abbastanza grande da avere due armadi su ogni lato così prima di andare a letto ne apro uno due in punta di piedi per controllare che non ci sia dentro un ladro o un mostro poi anche dopo essermi messa sotto le coperte anche se viene la mamma a rimboccarmele penso che forse dentro c’è ancora qualcuno.se sono troppo spaventata per riuscire a dormire leggo un libro. è bello farlo quando ho paura dato che la camera della mamma e del papà è al piano di sotto e avrei paura ad andare da loro dovendo attraversare tutto quello spazio buio ho molta più paura di quel buio che di trovare qualcuno nell’armadio di fare brutti sogni o di vedere un ragno.

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Le due clavicole risultano saldate assieme nella linea mediana che forma la forcella (“l’osso dei desideri”‘). In genere, l’angolo della forcella è più largo negli uccelli dal volo più poderoso, l’osso funge da perno ricurvo per tenere le ali separate. Si dice che un uccello non possa volare se un lato della forcella è spezzato…

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Mary Caponegro “Materia prima”, Leconte Editore, 2004

febbraio 10, 2008 Posted by | scritte, Special Guest Mary Caponegro | 6 commenti