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pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

Tanguy

Oggi esce Tanguy, la figurina di cartone che sorvola Lisbona… disegnata da Barbara Garlaschelli.

in un racconto su S-Diario che avevo iniziato a scrivere con Andrea Blasina

Tanguy

ottobre 28, 2014 Posted by | scritte, Special Guest Efialte | Lascia un commento

Amico immaginario

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.

“Ascoltando Ella srotolare senza fine né freni i fili delle vicende di Mingus, ho capito che il bisogno di raccontare storie è profondamente radicato nella nostra mente, e inscindibilmente intrecciato ai meccanismi che generano e assorbono il linguaggio. L’immaginazione narrativa – e quindi la letteratura – è uno strumento evolutivo fondamentale per la sopravvivenza. Elaboriamo il mondo raccontando storie e produciamo conoscenza umana stringendo legami con dei noi immaginati”.

Aleksandar HemonIl libro delle mie vite” (2013)

giugno 15, 2014 Posted by | 1, scritte | Lascia un commento

T’immagini?

Sono molto felice per la menzione speciale al mio racconto “Non c’è limite al futuro” datami dalla giuria degli Sviaggiatori:

il link è qui: http://barbaragarlaschelli.wordpress.com/2014/04/03/timmagini-seconda-menzione-speciale/

aprile 3, 2014 Posted by | scritte | Lascia un commento

Al Dunque

collana

Il professor Alessandro Dunque entra a scuola, con il canonico pacco di compiti corretti da consegnare in classe. Questa volta la correzione non gli è pesata più di tanto, il “pacco” è stato la somma di tanti fogli leggeri, pieni di sogni, immagini e personaggi alieni. Gli alieni visti dai suoi studenti, quelli che potrebbero presentarsi da noi, non quelli con i quali hanno a che fare tutti i giorni in famiglia e a scuola e cioè noi, gli adulti. «Che cosa non bisognerebbe assolutamente fare di fronte agli alieni» questo il titolo del compito all’inizio dell’anno, per vedere come se la cavava questa sua nuova classe con la Lingua Inglese e anche con la fantasia.

“Ciao Al” gli sorride Anna in sala professori “Che cosa non faresti mai di fronte a un alieno?” la incalza lui “dimenticarmi di offrirgli il caffè, no?” le risponde lei, mentre si avvicinano alla macchinetta delle bevande calde. “Guarda, non cambierei questo lavoro nemmeno se un alieno me lo offrisse sulla sua straordinaria galassia” continua Al, con il caffè bollente fra le dita “tu pensa quanti pregiudizi avrei sulle nuove generazioni se non le potessi conoscere giorno per giorno”. Ma suona la campanella ed è ora di entrare nell’arena.

Finita la giornata Dunque ripensa ad alcune frasi scritte dai suoi studenti “Non farei loro mai la guerra” “Non fumerei, potrebbe ucciderli. Non inquinerei, potrebbero non sopravvivere” e la risposta della sua nipotina di sette anni “non li prenderei mai in giro”… insomma una specie di «non fare all’alieno quello che non vorresti fosse fatto a te», ognuno aveva costruito un alieno a immagine e somiglianza dei propri sogni per il bene del pianeta.

Al ripensa a una frase di Flaiano, sul fatto che passata la sorpresa anche un marziano diventa uno qualunque e si augura in cuor suo che non succeda mai, e che un alieno rimanga sempre tale.

Francesca E. Magni

gennaio 16, 2014 Posted by | sconfinamenti, scritte | Lascia un commento

Materia

“Mi ricordo che una volta, quando era studente, Martial ha detto che il corpo è fatto di piccole particelle che si tengono insieme per tanto tempo e poi, un bel giorno, si disperdono. Quando si sta per morire, penso che ogni piccola particella frema e voglia riprendere la sua libertà, ed è questo a causare un’angoscia insopportabile… Si va in pezzi ancora da vivi”.

da “I falò dell’autunno” di Irène Némirovsky

http://www.youtube.com/watch?v=z3_nGVFnOno

ottobre 13, 2013 Posted by | scritte | Lascia un commento

Inconnu

assaporo il senso del passato

ascolto Simon and Garfunkel su youtube

e vivo nel 1981, respiro l’aria di Central Park

che ha quel silenzio familiare

Il mio ora è proprio lì

che viaggia nello spazio

sconosciuto da intercettare

e che si è riflesso anche da qualche parte dentro di me.

C’è.

mario_bianco_inconnu_50x70_2000

Mario BiancoInconnu – 50 x 70 (2000)

giugno 4, 2013 Posted by | scritte, Special Guest Mario Bianco | 1 commento

Trenta miserie d’Italia

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La miseria d’Italia numero cinque una nuvola

molto bianca una nuvola bianca

calando all’improvviso molto bianca – bianca

ha divorato il gatto steso grigio in un sole autunnale

guardava la gente passare e la gente

nella sottostante strada dentro il traffico domenicale.

Via la nuvola il gatto l’ha stretta fra i denti ciabattando furtiva

come la scia di una nave che si addentra cauta nel

porto lasciando le onde grandi del mare

io vedo come accadono le cose fiorite o sfiorite

sono lacrime di una piccola suora diseredata

ma so che cavalco sulla lama della spada tagliente e la luce sanguina.

Anche la foglia nell’aria non ha più speranza di vita.

Mi domando dove trovare il tempo per sapere negli anni

                                                                                  che durano un giorno

per continuare lo scavo dentro la terra di sassi e toccare

la buona radice del pioppo sovrano

tutto è livellato ormai piallato appiattito.

Sovrana la solitudine della grande campagna conduce la danza

l’uccello nero cala gridando sul solco

per il terrore della navicella spaziale che fulmina

l’aria tracciando ferite di giallo.

Milioni di chilometri e Giotto il pittore divino

si muove fra le pecore dello spazio

tocca gli astri non si brucia le mani

potrà dipingere ancora il mondo

ricordare il buio di dio

riconoscere l’occhio dell’uomo da quello della serpe.

Invadere col fuoco l’infinito così lieto e vicino

senza bruciarlo.

 

Roberto Roversi, “Trenta miserie d’Italia”, L’iItalia sepolta sotto la neve

 

(nell’immagine: “Nimbus II” di Berndnaut Smilde)

maggio 11, 2013 Posted by | numeri, scritte | Lascia un commento

due poesie

diane_leonard

 

(dipinto di Diane Leonard)

Si espande e attraversa
Travolge forse

Sono e siamo
percorriamo
che cosa

mi poso su me stessa
stabilita ed estesa
come se fossi ovunque

il tempo mi chiede il suo nome
e per reazione mi fermo.

 

.

 

Rumori insediano il presente
Come echi del passato o timori futuri

Abbracciamoci come sempre
Per liberare il volo
e cullare la calma della nostra forza

marzo 17, 2013 Posted by | scritte | 1 commento

aestella

aestella,

ti scrivo da questo angolo siderale, dove tutte le cose che guardo rimpiccioliscono, come avessi un nuovo difetto agli occhi. Ma ho timore che gli occhi non c’entrino nulla o, se c’entrano, non vogliono più affacciarsi ai perimetri della realtà. Deve essere una forma di protezione per poter comprendere almeno qualcosa di ciò che mi accade, allontanandomene, ed invece di metterlo a fuoco, come si farebbe con una foto per svelarne gli sfondi, tutto mi appare minuscolo, tutto nello sfocato secondo piano che è l’unico che riesco a sopportare. Bruscolini, sassolini di mare, come ho letto stamattina: tutto vorrei frantumare nella loro dimensione. Così banale il mio tentativo di poter per lo meno tenere qualcosa di raccolto, senza affaticarmi, senza ferirmi o spezzarmi la schiena. Non è un’impresa che riesca del tutto. Per quanto tenti di rendere a misura di mano o di punta di dita l’amore, l’amore richiede due mani, due braccia, due occhi aperti, e un corpo forte, e un corpo cedevole, e pensieri grandi e pensieri miseri, e richiede ogni parte di me.

Daniela Andreis, incertieditori

dicembre 23, 2012 Posted by | scritte, Special Guest: Coniglio | 2 commenti

Testo per una canzone

Frenesia

.

C’è una frenesia dentro me

c’è la frenesia dentro di me

.

Non voglio l’intrattenimento

e neanche quel divertimento

Abbiamo bisogno di realtà, noi,

di contatto, noi,

anche con voi, sì anche con voi

 .

C’è una frenesia dentro me

c’è la frenesia dentro di me

.

Raccolgo il foglio caduto a terra

rimango incantato dalla debolezza

Trovo la forza nella realtà

nella frenesia che la cambierà

.

Vogliamo parlare, vogliamo parlare?

Io ti ascolto, sono qui

Non mi interessa la tua abitudine

Sono qui ora e per sempre

.

C’è una frenesia dentro me

c’è la frenesia dentro di me

.

Passerà tutto e niente

Passerà tutto e niente

La specie umana, il sistema solare

Voglio raggiungere te, solo te

Tutto il resto appartiene, alla frenesia.

liberamente inventato da Francesca E. Magni

dicembre 11, 2012 Posted by | scritte | 2 commenti