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pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

Trenta miserie d’Italia

nuvola_

 

La miseria d’Italia numero cinque una nuvola

molto bianca una nuvola bianca

calando all’improvviso molto bianca – bianca

ha divorato il gatto steso grigio in un sole autunnale

guardava la gente passare e la gente

nella sottostante strada dentro il traffico domenicale.

Via la nuvola il gatto l’ha stretta fra i denti ciabattando furtiva

come la scia di una nave che si addentra cauta nel

porto lasciando le onde grandi del mare

io vedo come accadono le cose fiorite o sfiorite

sono lacrime di una piccola suora diseredata

ma so che cavalco sulla lama della spada tagliente e la luce sanguina.

Anche la foglia nell’aria non ha più speranza di vita.

Mi domando dove trovare il tempo per sapere negli anni

                                                                                  che durano un giorno

per continuare lo scavo dentro la terra di sassi e toccare

la buona radice del pioppo sovrano

tutto è livellato ormai piallato appiattito.

Sovrana la solitudine della grande campagna conduce la danza

l’uccello nero cala gridando sul solco

per il terrore della navicella spaziale che fulmina

l’aria tracciando ferite di giallo.

Milioni di chilometri e Giotto il pittore divino

si muove fra le pecore dello spazio

tocca gli astri non si brucia le mani

potrà dipingere ancora il mondo

ricordare il buio di dio

riconoscere l’occhio dell’uomo da quello della serpe.

Invadere col fuoco l’infinito così lieto e vicino

senza bruciarlo.

 

Roberto Roversi, “Trenta miserie d’Italia”, L’iItalia sepolta sotto la neve

 

(nell’immagine: “Nimbus II” di Berndnaut Smilde)

maggio 11, 2013 Posted by | numeri, scritte | Lascia un commento

Trilogia dello zero

“Cadere è una rivoluzione, una dinamica
lontani da sé, nell’inciampo dei giorni

– una frana distruggendo i nomi e le cose –
dove la radice non si piega nel rialzarsi

pronti di schiena, e non curva alla morte
ma piuttosto costeggia lineare allo zero

– al futuro nelle sospensioni di un riflesso –
di uno slancio che si ha nel cadere bene

in quella caduta di stile profonda e decisa,
quando si cade per rimanere altro nel volto”

Antonio Bux “Trilogia dello zero” MarcoSayaEdizioni

(nell’immagine: spettacolo “Ellipsis” di Sosta Palmizi)

novembre 24, 2012 Posted by | forme, numeri, sconfinamenti | 3 commenti

Cinque anni di blog

ottobre 20, 2012 Posted by | numeri | 4 commenti

L’orizzonte

Labirinto di Michelangelo Pistoletto

“Il piccolo Billy Twilling salì a bordo di un Sony 747 diretto verso una terra lontana. Questo si sa per certo. Che salì sull’aereo. L’aereo era un Sony 747, come indicato sull’aereo stesso, ed era previsto che arrivasse in un luogo prestabilito un certo numero di ore dopo il decollo. Questa parte è comprovata, solida come roccia (khalix, calculus), vera come il numero uno. Davanti c’era però l’orizzonte sonnolento, pulsante fra polvere e fumi, una finzione i cui limiti erano determinati dalla prospettiva individuale, un po’ come quelle quantità immaginarie (la radice quadrata di meno uno, per esempio) che conducono a dimensioni nuove.”
(Capitolo primo, “La stella di Ratner“, Don DeLillo, 1976)

giugno 14, 2011 Posted by | numeri, scritte | Lascia un commento

Il trionfo dello zero

C’era una volta

 un povero Zero

tondo come un o,

tanto buono ma però

contava proprio zero e

nessuno

lo voleva in compagnia.

Una volta per caso

trovò il numero Uno

di cattivo umore perché

non riusciva a contare

fino a Tre.

Vedendolo così nero

Il piccolo Zero

si fece coraggio,

sulla sua macchina

gli offerse un passaggio;

schiacciò l’acceleratore,

fiero assai dell’onore

di avere a bordo

un simile personaggio.

D’un tratto chi si vede

fermo sul marciapiede?

Il signor Tre

che si leva il cappello

e fa un inchino

fino al tombino…

e poi, per Giove

 il Sette, l’Otto, il Nove

 che fanno lo stesso.

Ma cosa era successo?

Che l’Uno e lo Zero

seduti vicini,

uno qua l’altro là

formavano un gran Dieci:

nientemeno, un’autorità!

Da quel giorno lo Zero

fu molto rispettato,

anzi da tutti i numeri

ricercato e corteggiato:

gli cedevano la destra

con zelo e premura

(di tenerlo a sinistra

avevano paura),

gli pagavano il cinema,

per il piccolo Zero

fu la felicità.

Gianni Rodari
 
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maggio 19, 2011 Posted by | numeri | 1 commento

generazioni

 

La somma delle cifre della mia età coincide con quella dell’età di mia figlia.

Inoltre la somma delle cifre del mio anno di nascita è uguale a quella dell’anno di nascita di mia figlia.
Ed è uguale al numero 5

aprile 16, 2011 Posted by | numeri | 1 commento

Avere i numeri

by Joshua Held

marzo 23, 2011 Posted by | numeri, Special Guest JoshuA Held | Lascia un commento

il pi greco incantato

I suoi discorsi si aggiravano sempre e con tremenda monotonia intorno al rapporto pi greco, a questa disperata frazione che l’umile genio di un calcolatore mentale di nome Zacharias Dase calcolò fino a duecento decimali,… ma per puro lusso, perché le possibilità di avvicinarsi all’irraggiungibile esattezza non si esaurirebbero neanche con duemila cifre, e anzi rimarrebbero tali e quali. Tutti scansavano il tormentato pensatore poiché chi gli capitava tra le grinfie era costretto a sorbirsi torrenti di parole infocate, miranti a destare la sua umana sensibilità per la vergogna che lo spirito umano sia contaminato dalla funesta irrazionalità di quel mistico rapporto. L’inutilità di moltiplicare in eterno il diametro per pi greco al fine di trovare la circonferenza, il quadrato del raggio per pi greco al fine di trovare la superficie del cerchio, procurava a Paravant attacchi del dubbio se dopo i giorni di Archimede l’umanità non si sia creata eccessive difficoltà e la soluzione del problema non sia invece puerile e semplicissima. Come? non si dovrebbe poter rettificare la circonferenza né pertanto piegare a cerchio qualunque retta? Certe volte il procuratore si credeva prossimo a una rivelazione. Spesso lo si vedeva, la sera tardi, nella sala da pranzo ormai deserta e scarsamente illuminata, ancora seduto alla sua tavola, sul cui piano sgombro disponeva accuratamente un pezzo di spago in forma di cerchio e poi, con gesto improvviso, lo stendeva formando una retta, e infine, con la testa fra le mani, si concentrava in amare riflessioni. Il consigliere gli dava talvolta una mano in quel malinconico trastullo e, in genere, incoraggiava il suo grillo. Anche a Castorp ricorse una volta il paziente col suo cruccio adorato, una e piú volte, perché aveva incontrato molta e amichevole comprensione nonché profonda simpatia per l’enigma del circolo. Illustrò al giovane la disperata situazione del pi greco presentandogli un disegno a tratti finissimi dove, con enorme fatica, era stato tracciato un cerchio tra due poligoni, l’uno inscritto e l’altro circoscritto, con innumerevoli piccolissimi lati, fino all ultima approssimazione umanamente possibile. Il resto invece, la curvatura che, su un piano etereo dello spirito, rifiuta di essere razionalizzata mediante la calcolabile circoscrizione,… quella, disse il procuratore con la mandibola tremante, quella è il pi greco! Castorp, per quanto ben disposto, si rivelò meno sensibile al pi greco di quanto non fosse il suo interlocutore. Lo chiamò una burletta, consigliò il signor Paravant di non accalorarsi troppo nel giocare ad acchiapparlo e parlò dei punti senza dimensione, dei quali si compone il circolo dal non esistente principio alla fine non esistente, nonché della petulante malinconia insita nell’eternità in sé ricorrente senza direzione e durata: parlò con cosí pacati accenti religiosi da esercitare sul procuratore un transitorio influsso calmante.

Thomas Mann, La montagna incantata, trad. E. Pocar, Corbaccio, pp. 593-594

marzo 14, 2011 Posted by | numeri, scritte | 2 commenti

j’adore Fëdor

Due per due quattro, è una cosa insopportabile. Due per due quattro, secondo me non è che un’impertinenza. Due per due quattro ha l’aria d’un insolente che stia nel mezzo della vostra strada con le mani sui fianchi e che vi sputi addosso. Sono pienamente d’accordo che due per due quattro sia una cosa eccellente; ma se bisogna fare delle lodi, due per due cinque è talvolta una cosetta molto graziosa.

Dostoevskij,  Memorie dal sottosuolo

marzo 7, 2011 Posted by | numeri, scritte | 8 commenti

Étude n. 5

Gyorgy Ligeti – Etudes, Book I: No. 5 Arc-En-Ciel

 

dicembre 9, 2010 Posted by | numeri, sconfinamenti | Lascia un commento