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pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

spazio tempo

L’orologio è il primo simbolo di Shandy, – scriveva Carlo Levi – sotto il suo influsso egli viene generato, ed iniziano le sue disgrazie, che sono tutt’uno con questo segno del tempo. La morte sta nascosta negli orologi, come diceva il Belli; e l’infelicità della vita individuale, di questo frammento, di questa cosa scissa e disgregata, e priva di totalità: la morte, che è il tempo, il tempo della individuazione, della separazione, l’astratto tempo che rotola verso la sua fine. Tristram Shandy non vuol nascere, perché non vuol morire. Tutti i mezzi, tutte le armi sono buone per salvarsi dalla morte e dal tempo. Se la linea retta è la più breve fra due punti fatali e inevitabili, le digressioni la allungheranno: e se queste digressioni diventeranno così complesse, aggrovigliate, tortuose, così rapide da far perdere le proprie tracce, chissà che la morte non ci trovi più, che il tempo si smarrisca, e che possiamo restare celati nei mutevoli nascondigli.

da “Lezioni americaneItalo Calvino

 

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luglio 27, 2011 Posted by | forme, scritte | Lascia un commento

omaggio a Wallace

luglio 22, 2011 Posted by | sconfinamenti | 1 commento

fantasie

Ecco la debolezza con cui Beard doveva convivere, la sua personale menomazione, quei teatrini mentali assolutamente puerili che di norma non conducevano da nessuna parte, talvolta lo mettevano nei guai e, solo molto raramente, sfociavano in gioia. Eppure tali sogni a occhi aperti – attimi di follia, brevi scariche neuronali, episodi intensi ma vaghi che intrecciavano il reale all’immaginario, inanellando perle di palese inattuabilità, stravaganza e contraddizione sul filo comune di una logica indeterminata – erano ciò che molto tempo prima lo avevano portato a formulare i principi della sua Conflazione. Il poetico, lo scientifico, l’erotico: perché mai la fantasia avrebbe dovuto votarsi al servizio di un unico padrone?

Ian McEwanSolar

luglio 17, 2011 Posted by | scritte | Lascia un commento