fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

cinque e non più cinque

Sono un Cinque

col suo basco

così pingue

ma non casco.

.

Sono gli ossi 

della mano

e la stella

sulla costa, sulla vasca.

.

Sono cinque

  • il Pentateuco –

sono cinque

le stagioni?

.

Cinque formano un presepe –

tre più il bue,

più l’asinello.

Sono il cinque, sono bello.

.

1. Un amore di Swann

Sul mio bilico non statico ma stabile

in questo tipo di pornografia

risultando il mio amore inoperabile

non resta che la chemioterapia.  

.

2. Dedica

Ad A., da A., adatto contrassegno

di reciproca immensurata stima:

mio coetaneo, o di poco più vecchio…

ma come firmo attraverso lo specchio?

.

3. Amori chimici

Michelle, ma belle:

sono effetti del Docetaxel, ma Michelle.

Michelle, è uguale

l’anello è infinità poligonale

tondo a tutti i lati

domare e incatenare col Cisplatino.

non l’adamante, amante.

Sont les mots qui vont très bien ensemble…

.

4. E tu?

E tu, che quasi mi dimenticavo,

tu timido recluso del mediastino

il più goffo tra i figli di Carcìno,

chi cazzo sei? Che vuoi? Vattene via.

Esci da questo corpo, mio schifoso

gemello, mio complemento a zero. 

Togliti quell’anello. Ti sembri bello?

Non più dei figli idioti della carbonaia.

Levamiti di dosso, parassita. Squamosi

ossi di seppia, carcinomi, cancri!,

lo dico con le buone, siate buoni.

Questo è il mio corpo. Fuori dai coglioni.

cinque poesie da Andrea Blasina

maggio 25, 2011 Posted by | scritte, Special Guest Efialte | 1 commento

Il trionfo dello zero

C’era una volta

 un povero Zero

tondo come un o,

tanto buono ma però

contava proprio zero e

nessuno

lo voleva in compagnia.

Una volta per caso

trovò il numero Uno

di cattivo umore perché

non riusciva a contare

fino a Tre.

Vedendolo così nero

Il piccolo Zero

si fece coraggio,

sulla sua macchina

gli offerse un passaggio;

schiacciò l’acceleratore,

fiero assai dell’onore

di avere a bordo

un simile personaggio.

D’un tratto chi si vede

fermo sul marciapiede?

Il signor Tre

che si leva il cappello

e fa un inchino

fino al tombino…

e poi, per Giove

 il Sette, l’Otto, il Nove

 che fanno lo stesso.

Ma cosa era successo?

Che l’Uno e lo Zero

seduti vicini,

uno qua l’altro là

formavano un gran Dieci:

nientemeno, un’autorità!

Da quel giorno lo Zero

fu molto rispettato,

anzi da tutti i numeri

ricercato e corteggiato:

gli cedevano la destra

con zelo e premura

(di tenerlo a sinistra

avevano paura),

gli pagavano il cinema,

per il piccolo Zero

fu la felicità.

Gianni Rodari
 
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maggio 19, 2011 Posted by | numeri | 1 commento