fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

nel contempo

“Le nuvole correvano verso la cupa catastrofe, e lividi sorrisi dicevano la disfrenata gioia della tempesta. Un respiro folle correva la campagna, pareva che l’aria sovreccitata prendesse la consistenza e l’odore dell’elettrico.”

Carlo E. GaddaUn fulmine sul 220

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settembre 4, 2010 - Posted by | forme, scritte

1 commento »

  1. Incredibile.. non avrei mai pensato che nel breve attimo di un fulmine ci potesse stare, impaccato, tutto questo incerto ripercorrersi 🙂 Ciao

    Commento di elio_c | settembre 12, 2010 | Rispondi


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