fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

le terre poligonali

Da “Il libro delle terre immaginate” di Guillaume Duprat (in rete: Cosmologik).

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gennaio 20, 2010 - Posted by | forme, sconfinamenti

2 commenti »

  1. sì, sì! Un’altra cartografia favolosa.
    E poi ti dico in confidenza che la tartaruga che vedi lì sotto col carapace a ciotola, che tiene muschio e compagnia, è mia cugina, ‘na brava donna,
    si chiama Lena Bianco, sì.
    Invece il pesce che tiene su il tortello con la punta è un fetente, era un craxiano di ferro che conosco fin dall’infanzia, però non faccio nomi che lui è amico della Digos e poi ci perseguitano.
    Una volta me lo faccio fritto, però, se riesco a ficcarlo nella rete, quel pesce.
    MarioB.

    Commento di cf05103025 | gennaio 22, 2010 | Rispondi

  2. e quella serpentaglia con la messinpiega è la Gelminaccia amica del Berlù e del fetente acquatico che ben conosciamo e non nominiamo….

    che mondi ohibò

    per fortuna all’omino in pigiama rosso che è entrato dalla porta, gli hanno fatto un buco sul soffitto per far evaporare i suoi pensieri nebulosi

    salutami tua cugina, nè, Marius 😉

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 22, 2010 | Rispondi


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