fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

[vampa #105]

sono molto felice di pubblicare anche qui l’ultima vampa (multiplo di 5) di Alessandro 

lavsmllSplendo l’assenza di appigli e scintille non può prendermi nel suo cono d’ombra potrà farmi dubitare questo sì lo sta già facendo ma anche oggi ho visto crollare molte delle cose che ieri avevo visto gemmare per cui ieri avevo voluto lottare e ancora tra tutte una sola ho voluto che restasse bianca e incorrotta con la marina liberata di calure e lividezze splendo e rido come avessi in corpo solamente sole terre rosse e vigne come fossi il monte velato di ogni goccia del sangue del crepuscolo come fossi un corpo solo con il fresco di questi mattini la schiuma bianca che tenta la riva sempre più a fondo la luna prima pallida e poi calice di bianco serico profumato così impercettibile addirittura ogni segno lasciato dal fuoco richiude ammutolito. Non avevamo forse detto che noi soli saremmo rimasti in piedi nudi sopra le ceneri e che le braci ci avrebbero segnati ma non consumati né divorati? Come vedi il vecchio vizio di ostinarsi a nascere e rinascere nessuno è riuscito ancora a togliercelo ci lanciamo tra i due lassi come farebbero gli acrobati o gli scommettitori comunque appesi al culmine di una febbre che avanza con lunghe strade negli occhi sconosciute e illuminate e mute se non fosse per il ronzio della vita stessa che le attraversa come un sangue o una corrente o una lode a Dio o un instancabile concerto di elitre e tamburi che vibra di corde e colpi e carni e sudori vaporando di pudori remore e nequizie vociando del vociare di piazze nell’ora dei bicchieri sempre colmi. Ho tutto in borsa e spezzerò i sigilli soltanto ricordando che liberi eravamo quando niente e nessuno aveva un prezzo o un uso o una debolezza da forzare o da celare.

In foto: ventare v. intr. [der. di vento] (io vènto, ecc.; aus. avere), ant. o poet. – 1. Soffiare, tirare vento, con costruzione pers. o impers.: la parte da dove venta l’Africo; ventava forte; Rincalza su la spiaggia ora la nave Nera con pietre, che al ventar non tremi (Pascoli); O rabido ventare di scirocco Che l’arsiccio terreno gialloverde Bruci (Montale); in senso fig.: il turbine poi delle passioni religiose che ventava dalle alpi germaniche (Carducci); un urlo di tutti i petti ventò verso l’intrepido (D’Annunzio). 2. Muovere l’aria, soffiare verso una persona, farle vento, con costruzione impers. o pers.: Senti’ mi presso quasi un muover d’ala E ventarmi nel viso (Dante); le fiaccole … turbano il sonno dei grandi pipistrelli-vampiro ed è un turbinare di ali silenziose che ci ventano in volto (Gozzano); riferito all’aria stessa: va come beandosi dell’aria che gli venta sulla bella faccia di cera (Pirandello). 3. Sventolare (nel sign. intr.): per l’azzurro ciel la gialla insegna Passa a gl’itali zefiri ventando (Carducci). (Monte Conero-Ancona, 2009)

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ottobre 6, 2009 - Posted by | scritte, Special Guest Metrovampe

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