fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

Il quadrato e il cerchio

di Paolo Conte

Ho visto il cielo grigio
e frecce gialle e nere
attraversare spazi lunghi
e larghi in un quadrato ingordo mentre io …
… pensavo al cerchio che
nessuno vede, ma si sente
fremere e vibrare come
un lago indiano d’aria, ecco io …

ho visto una piscina a scacchi
gialli e neri… nuovi ricchi
arrivati ieri in fretta e furia
cosa penso io?..

pensavo ad un amico anche lui
lontanamente indiano, forse
un capo o una comparsa al cine,
cosa voglio io?..

ah, fatemi lavare
ah, fatemi nuotare
ah, ah, ah, fatemi svanire

il tempo è un cerchio che finisce
la dove comincia.. neanche una fessura lo interrompe come
quando penso io..

dico del mio silenzio indiano
un dialetto di lontani specchi
e nuvole parlanti, è così
che scrivo io…

ah, fatemi asciugare
ah, fatemi scaldare
ah, ah, ah, fatemi svanire

musica qui

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luglio 18, 2009 - Posted by | forme, sconfinamenti, scritte

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