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pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

La consistenza del tempo

consistenza_del_tempo_ ho rubato titolo e immagine da Stefano Vercelli, che a luglio terrà un seminario al Festival Volterrateatro

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giugno 24, 2009 - Posted by | forme

14 commenti »

  1. anzi, incollo qui di seguito tutte le informazioni:

    La consistenza del tempo
    Laboratorio condotto da Stefano Vercelli

    “…il problema di ciascuno di noi è di governare i ritmi della propria vita, cioè di mantenersi in rapporto con i veloci cambiamenti del mondo esterno, senza perdere la propria vita interiore. Come la famosa massima di Ernesto “Che” Guevara: “Bisogna essere duri senza perdere la tenerezza”, ossia, bisogna essere veloci senza perdere la lentezza…” (Bodei)
    Non c’è tempo… serve tempo. Invece di essere registi o compositori di noi stessi, rischiamo di trascorrere il nostro tempo senza rendercene conto, innestando una sorta di pilota automatico. Siamo, in genere, trascinati dagli eventi, difficilmente capaci di fermarci a riflettere, a pensare. In tal modo le tre dimensioni del tempo si separano, invece di integrarsi. Il passato ci trattiene nei rimpianti, il presente scorre via come sabbia dalle dita, il futuro ci estenua con i suoi timori e con le sue vaghe promesse. Da qui la proposta di formare un piccolo gruppo di persone che, per alcuni giorni affrontano insieme alcune azioni che possano aiutarci a riconquistare la giusta “durata” del tempo e il nostro rapporto con il qui ed ora. Si pianteranno dei semi, se ne avrà cura e si scriverà sulla loro crescita. Intorno ad un albero si farà “Manitulìn”, una specie di danza originaria di una tribù del Canada. Si faranno camminate cambiando il ritmo con il quale abitualmente affrontiamo questa semplice azione quotidiana. Attraverso l’alterazione del ritmo del passo si otterrà una diversa impressione della realtà esterna. In verità non sarà la realtà a cambiare ma la percezione che ne abbiamo: modificando il ritmo di marcia si avrà, tra l’altro, il tempo per vedere cose che normalmente non avremmo notato e la sensazione di vederle per la prima volta. Questa scoperta provoca una sorta di stupore che, se conservato, può portare al riaffiorare di un rapporto emozionale col mondo, con noi stessi e con gli altri.

    Si consigliano abiti comodi. Il lavoro si svolgerà in gran parte all’esterno. Munirsi di notes o quaderni per scrivere.

    Stefano Vercelli nel 1975 inizia la sua formazione teatrale con l’Odin Teatret diretto da Eugenio Barba e con il Teatr Laboratorium diretto da Jerzy Grotowski. Nel 1978 parte per l’India e lavora sulla danza indiana Katakali. Nel 1986 partecipa come attore allo studio Premesse alle Troiane, regia di Thierry Salmon, per il Festival di Santarcangelo. Dal 1999 collabora con Emilia Romagna Teatro per le attività formative rivolte agli attori. Dal 1981 ad oggi, ha svolto attività seminariali in Italia e all’estero, rivolte sia ad attori che a non professionisti. Si occupa da anni del lavoro sul ritmo (tamburo).

    Date:
    21 luglio, prima riunione: conoscenza reciproca, ricerca dei luoghi, preparazione dei materiali,
    22, 23 e 24 luglio: lavoro di laboratorio durata giornaliera: 5/6 ore

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 24, 2009 | Rispondi

  2. “Invece di essere registi o compositori di noi stessi, rischiamo di trascorrere il nostro tempo senza rendercene conto, innestando una sorta di pilota automatico.”

    A volte la consapevolezza di questa cosa è veramente fastidiosa.

    Commento di Alberto | giugno 24, 2009 | Rispondi

  3. ehi, piccola, ma sei sicura che basti per riprendere una dimensione umana del tempo? sai che faccio io? che poi è un trucco, come quello del tempo.
    scrivo. leggo. lì il tempo è mio.

    Commento di harvey | giugno 24, 2009 | Rispondi

  4. ciao coniglia! No, non ne sono affatto sicura 😉
    anch’io amo prendermi il tempo leggendo e a volte scrivendo, ma soprattutto leggendo ma anche scrivendo… sul balcone di casa mia è una meraviglia

    ciao Alberto, sì condivido il fastidio…. io per fortuna, grazie anche alla mia grande flemma (che salta fuori quando la smetto di essere frenetica) riesco a barcamenarmi e a mantenere lo stupore per il mondo

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 24, 2009 | Rispondi

  5. “appunti precari mentre aspetto in posti a cui non appartengo”

    la piccolissima misura
    della tua bella natura
    starti vicino come possono
    i cani
    o amanti di pietra
    che non cercano rime ma rimangono
    oltre i pianti più roventi

    questa sospensione dei polsi
    il dolore lieve
    nella tua voce
    mentre perduti nel labirinto di ogni giorno
    abbiamo finito per dimenticarla

    schiacciati a caso come tasti
    il gusto della vita
    le maiuscole non mi piacciono
    e nemmeno mi

    pausa

    spaesati senza dirlo
    confessando a noi stessi che il nostro posto
    non esiste
    ci tocchiamo di nascosto
    è un ufficio nemico
    un’azienda che ci divora
    è la dimora di un’ora
    o la vita che passa scivolando
    sul cemento

    quando si è giovani non si sa di esser giovani
    quando si è nudi non sì è per niente a nudo

    e tutto ed il contrario di tutto
    bastone e picozza camminare sul ghiaccio
    svanire in una ferita azzurra
    e dormire nascosti
    come tigli lungo un viale desiderando la notte

    chiudere gli occhi e far passare le ore
    che il male ci ha scavato
    senza che passi un minuto
    della preziosissima vita

    Commento di il secondo marito | giugno 25, 2009 | Rispondi

  6. Oh be’, condivido la flemma.

    Commento di Alberto | giugno 25, 2009 | Rispondi

  7. amo questo blog e chi ci passa il tempo

    non c’è una faccina nella tastiera per esprimere l’incanto
    e forse è talmente flebile che svanirebbe con un soffio

    grazie Big second You, chiunque tu sia
    (ehi, questa la racconto però: come ben sapete chi vuole commentare qui deve lasciare l’indirizzo di posta elettronica e sapete che cosa ha scritto?? strettamente@obbligatorio.it ahahahaha!!! Solo per questa ti sposerei anche la terza volta!!!!)

    in questi giorni nei quali mi sta succedendo proprio tutto e il contrario di tutto, dall’inferno della violenza dei sentimenti cattivi all’estasi degli affetti più cari, io vi bacio tutti (e non sto esagerando, è così purtroppo/per fortuna)

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 25, 2009 | Rispondi

  8. Tempus fugit?

    Carpe diem!

    Commento di sgt. Pepper | giugno 25, 2009 | Rispondi

  9. YES 😉

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 25, 2009 | Rispondi

  10. ti ho trovato Giovanni Marri, già secondo marito anche se non sposati, ma è secondario…
    http://fc.retecivica.milano.it/Rete%20Civica%20di%20Milano/RCM%20dalla%20A%20alla%20Z/Poesia/S09CEFD4D-09CEFD67?WasRead=1

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 26, 2009 | Rispondi

    • lasciai indizi acconci, e versi sfaccendati, ma non quanto ti è dovuto, parole solo per te

      acqua e limone agro dissetarsi
      si schiocca le labbra si siede compiti
      si fanno i compiti del vivere civile
      si supera solo con un salto gentile
      questo bisogno formale delle distanze
      questi gradini di marmo bianco
      questa paura del pianto,
      e nella stanza piena
      nella notte non hai fatto
      quei sogni che sono segni
      quelle impronte nel pongo colorato
      quelle albe false monete per disperati

      eppure rimane dentro
      questa terra grassa e scura che ci crescono le cose
      questa voglia ancora più oscura e profonda
      d’andare fino a dove non c’è alcuna ragione
      per fidarsi
      e mettersi alla fonda là
      amare queste acque nere
      amarlo il mostro della laguna
      con tutto il limaccioso che si porta
      scardinare la mia porta dipingerla regalartela
      ripetermi ripeterti negli sbagli
      stare
      sulla tua soglia

      (l’eterno marito)

      Commento di ilgiovannimarri | giugno 26, 2009 | Rispondi

  11. alla ricerca fra gli scaffali di Fëdor M… ma non lo trovo, pazienza, mi bastano le tue di parole

    grazie Giovanni è un dono bellissimo questo tuo poetare ne sono deliziata e mi sembra pur sempre troppo

    “che cosa ho fatto io per meritarmi questo?” 😉

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 26, 2009 | Rispondi

  12. se ancora non hai fatto
    forse tu farai
    se non in questo tempo
    in un altro sai

    l’onore e il merito infatti
    lasciano il tempo che trovano
    è un fatto questo rassodato
    che basti per essere l’esistenza

    in una dimensione arrotolata su sè stessa
    come una stringa di liquerizia
    abbastanza piccola non troppo spessa
    sarà una delizia inaspettata
    oltre l’orizzonte degli eventi
    quella materia oscura di fatto
    quel fatto che farai

    perché oltre ogni tempo io ti aspetto
    qui ed ora mentre mi leggi
    in questo strano momento in cui vengono le lacrime
    e non si sa il perché

    (D-instanton)

    -emailmethanks-

    Commento di ilgiovannimarri | giugno 27, 2009 | Rispondi

  13. gasp, qui si finisce sulle teorie di Gauge… non sono abbastanza supersimmetrica per reggere ‘sto tempo!!

    da queste parti si naviga sui 220 Volt 🙂

    (buona la liquerizia)

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 27, 2009 | Rispondi


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