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pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

La fata distratta

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C’era una volta una fata assai distratta, tanto che portava una scarpa e una ciabatta.

Non era molto bella ma nemmeno molto brutta, era solo molto molto distratta, addirittura senza accorgersene ogni tanto faceva qualche rutto, il che non è molto da fata, diciamocelo.

Le altre fate la trattavano un po’ dall’alto in basso, le dicevano “insomma un po’ di decoro, che figura ci fai fare”  così non la invitavano più alle feste delle fate, dove tutte vanno molto eleganti, i folletti portano tutti il frack e gli gnomi la cravatta (anche se sono così bassi che la cravatta arriva per terra e c’inciampano sempre).

“Non è colpa mia” diceva la fata distratta, “se porto una scarpa ed una ciabatta”, il fatto è che oltre ad essere distratta la scarpa che mancava (non mi ricordo più se la destra o la sinistra) se l’era presa la sua capra, in cambio di una sciarpa.

Vi chiederete giustamente, con tutta quella lana che ha addosso, una capra cosa se ne fa di una sciarpa, ma la sciarpa era una sciarpa di seta, e la capra faceva un figurone ai raduni di capre fatate con la sua sciarpetta al collo. Solo che ad un certo punto tutte le altre capre si erano comprate una sciarpa di seta e per la capra della fata distratta era un vero disastro! Non si distingueva più per nulla. Pensa che ti pensa le venne in mente che con una scarpa (una scarpetta col tacco deliziosa) si sarebbe di nuovo distinta. Così chiese alla fata di prestarle la scarpa ed in cambio le diede la sua sciarpa. Ora, la fata distratta era disordinata, ma aveva un cuore grande così e non avrebbe mai dato un dispiacere alla sua capretta.

Della sciarpa non sapeva bene cosa farsene e la regalò alla carpa che stava nello stagno in giardino. Era una carpa freddolosa e fu quindi molto contenta del regalo.

Una sera era li che stava facendo una gara di capriole con la capra. Essendo una gara c’era un giudice: un capriolo. Perchè gare di capriole con un capriolo non c’è gusto a farle, vince sempre lui. Quella sera lì insomma, decise che scarpa o ciabatta sarebbe andata alla festa.

Si presentò al ricevimento nella grande sala scintillante, entrò dall’ingresso principale, zoppicando un po’ Non è molto comodo camminare così, le faceva pure male un piede.  Andò subito al tavolo dei dolci per consolarsi del dolore con un bigné al cioccolato.

Subito le altre fate cominciarono a commentare infastidite, bisbigliando fra loro e agitando nervosamente le ali come uno sciame di vespe. Una fata infastidita può essere molto più pungente di una vespa.

Quella sera alla festa oltre alla fata Elenganzia era venuta anche la fata Stranvaganzia. La fata Elenganzia viene considerata la fata più alla moda, ma la fata Stranvaganzia è decisamente più chic, quella che lancia le nuove mode.

Così quando Stranvaganzia vide la fata distratta la guardò alzando il sopracciglio, cosa che le fate imparano a fare da bambine esercitandosi a lungo davanti allo specchio. Possono alzare un sopracciglio o l’altro, a seconda dell’umore, con grande abilità. Per un attimo le altre fate trattennero il respiro aspettando la condanna di fata Stranvaganzia.  Invece ruppe l’insopportabile tensione dicendo “Carina! con quella camminata zoppicante che la fa sembrare così nobile e quel viso sofferente.” Immediatamente il suo commento si diffuse come un lampo.

Dalla sera dopo tutte le fate si presentarono alle feste con una scarpa ed una ciabatta!

Tutte tranne la fata distratta, che, distratta com’era si era persa anche l’altra scarpa e aveva deciso di non andare più alle feste, che sono cose così noiose, a parte il tavolo dei dolci ovviamente.

In fin dei conti i posti più belli sono quelli dove puoi camminare a piedi nudi, come i prati e la riva del mare.

 

sono molto felice di ospitare questo racconto di Giovanni Marri e l’immagine di un’opera di  Francesca Genti

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giugno 28, 2009 Posted by | forme, sconfinamenti, scritte, Special Guest Giovanni Marri | 6 commenti

Van der Graaf Generator

ringrazio FK che mi ha fatto scoprire this music (grazie a fb)

fulmine_3

giugno 26, 2009 Posted by | macchine, sconfinamenti | 3 commenti

La consistenza del tempo

consistenza_del_tempo_ ho rubato titolo e immagine da Stefano Vercelli, che a luglio terrà un seminario al Festival Volterrateatro

giugno 24, 2009 Posted by | forme | 14 commenti