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pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

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“Era nel 1935, in “Minotaure”. Avevo scelto come epigrafe un avvertimento della Cabala: “Fa attenzione: a forza di giocare al fantasma, lo si diventa”.”

Roger Caillois

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novembre 23, 2008 - Posted by | scritte

16 commenti »

  1. è stato bello stare con te
    e pettinare quei tuoi capelli
    per aspettarti fino alle tre
    del giusto blu, e nemmeno ribelli
    è stato bello anche perché
    tu mi credevi, e giacevi in ginocchio
    è stato bello l’amore con te:
    Ora ti lascio. Firmato: Pinocchio.

    Commento di efialte | novembre 23, 2008 | Rispondi

  2. Roger Caillois, (chi è?) tipo vispo.

    Commento di sgt. Pepper | novembre 24, 2008 | Rispondi

  3. traditor di un avatar o avatar di un traditore
    colta fui io da malore
    alla lettura dei tuoi versi improvvisi
    che parlavano di lontani sorrisi
    ecco perché stamane intanto
    fuori di casa era tutto bianco.

    (qui ha nevicato stanotte!!)

    sergente,
    Caillois è quello delle scienze diagonali, ricordi??

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 24, 2008 | Rispondi

  4. il mio avatar è già il fantasma di un fantasma, perciò non corre rischi.
    o no?

    Commento di harvey | novembre 24, 2008 | Rispondi

  5. corri il rischio che torni in vita e poi lo devi nutrire.

    fem, adesso ricordo. belli tutti quei Garfield.

    Commento di sgt. Pepper | novembre 25, 2008 | Rispondi

  6. come il picaciù.
    che incubo.

    Commento di harvey | novembre 26, 2008 | Rispondi

  7. il fantasma di un fantasma è concetto platonico.

    In un mondo fantastico, che è forse quello in cui viviamo, Odino, Allah, Zeus, Jahvé e gli altri sovrani del cosmo regnano a turno. Se accade a un mortale di morire nel periodo di interregno fra il Dio della Bibbia e l’anonima divinità che regola il mondo sognato da Pitagora, ecco che a reincarnarsi non è più il suo corpo, bensì la sua anima. Fantasma, appunto, di un fantasma.

    E se la rima porta la neve,
    lascia, Francesca, che ora la nave
    approdi e nuove buone mi porti,
    sani i dolori, ripaghi i torti,
    salpi serena per altri porti.

    Commento di efialte | novembre 26, 2008 | Rispondi

  8. efi!
    dove vai?

    è l’anima che ti parla.

    Commento di harvey | novembre 26, 2008 | Rispondi

  9. attenzione attenzione: tutti alle scialuppe di salvataggio!!!

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 27, 2008 | Rispondi

  10. efialte, torna fra noi.
    avatar, come si pronuncia? dove va l’accento?
    Domani nevica anche qui nella bassa comasca.

    Commento di sgt. Pepper | novembre 27, 2008 | Rispondi

  11. Nella bassa comasca di diffuse un bel dì l’uso di Wattare. Si diceva così, per indicare chi metteva le dita nella presa, anche se ‘voltare’ da Volt sarebbe stato più appropriato.
    Alla moglie preoccupata che chiedeva al marito: “ma do vai a st’ora?”, il marito rispondeva “A vatàr”.
    Da qui nome e pronuncia: Avatàr.

    Commento di efialte | novembre 27, 2008 | Rispondi

  12. Avatàr da wattare, questa non la sapevo, però sta in piedi.
    Sapevo però dell’uso del Volturlometro.
    Si misurava la tensione mettendo le dita, del vicino, nella presa e in base all’intensità dell’urlo ne deducevamo il valore.

    Commento di sgt. Pepper | novembre 27, 2008 | Rispondi

  13. a grande richiesta fembis pubblica la canzone di Andrea Blasina con musiche e voce del Sergente Pepper

    Commento di fembis | novembre 27, 2008 | Rispondi

  14. fem, son lusingato, ma non potevi aspettare carnevale x la mia esibizione?

    Commento di sgt. Pepper | novembre 27, 2008 | Rispondi

  15. Di quella canzone io mi rallegro.
    Il Sergente fu così carino all’epoca. Ma carino.
    Sai quanto, fem? com’è carino sempre.
    Purtroppo non sa che ne ho altre decine… 😀

    Commento di efialte | novembre 27, 2008 | Rispondi

  16. giovin efialte, falle musicar che poi io te le produco. 10% delle perdite/ricavi a fem.

    Commento di sgt. Pepper | novembre 28, 2008 | Rispondi


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