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pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

sciopero

il mio amico Filippo che impersona la Gelmini è molto più bello della “originale”

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ottobre 30, 2008 Posted by | 1 | 9 commenti

Kossiga dimettiti

APPELLO AL PRESIDENTE NAPOLITANO PER FARE CHIAREZZA SULLE RECENTI DICHIARAZIONI DEL SEN. COSSIGA: http://www.firmiamo.it/appelloalpresidentenapolitanodichiarazionicossiga

 

Da “Giorno/Resto/Nazione” di giovedì 23 ottobre 2008:

«Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei»

Intervista a Cossiga di Andrea Cangini

 

Roma, Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

«Dipende, se ritiene d’essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitico Pci ma l’evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?

 

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno».

Ossia?

 

«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece?

 

«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?

 

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che…

«Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?

 

«Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no?

 

«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di  quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere?

 

«In Italia torna il fascismo, direbbero. Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».

Quale incendio?

 

«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

È dunque possibile che la storia si ripeta?

 

«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente…

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all’inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com’era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c’è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

 

 

 

 

ottobre 29, 2008 Posted by | merde | 5 commenti

sesto postulato

Sesto postulato di Euclide: “Tutti i gatti sono fra loro direttamente proporzionali”.

Scoperta pergamena antica sicuramente autentica, da un’équipe di ricercatori che scavavano per tutt’altri motivi.

ottobre 28, 2008 Posted by | sconfinamenti | 4 commenti

Linee di scienza

sono felice di annunciarvi un nuovo blog curato dalla sottoscritta: Linee di scienza. E’ rivolto a studenti, docenti, pensatori indipendenti… e a ogni altra entità che faccia rima 🙂

ottobre 24, 2008 Posted by | numeri, sconfinamenti, scritte | 3 commenti

un anno di blog

per festeggiare l’occasione, Beaker, l’assistente del dottor Bunsen, dedica a tutti noi il suo “Inno alla gioia”.

Buona visione: http://it.youtube.com/watch?v=xpcUxwpOQ_A&feature=related

ottobre 20, 2008 Posted by | sconfinamenti | 17 commenti

L’imperativo biologico

 

Andrea sorride, i muscoli contratti. Andrea è femmina, tanto è lo stesso. Dire che sorride è affermazione valida dall’esterno, perché lei, Andrea, non lo fa dall’interno: non sa che espressione facciale le è stata imposta, perché fa parte dell’esperimento.

Partecipare a ricerche di biologia delle emozioni è il suo ultimo sfizio, è un po’ come donare il corpo alla scienza antitempo e la incuriosisce. Ha passato le selezioni e ora è nel laboratorio con i muscoli della faccia modificati da altri, in attesa.

 

Monica sbuffa, ha dimenticato il telefonino a casa, si sente sperduta, seduta lì come un’idiota. Il caffè è deserto, a fare da contorno alla sua tazzina vuota. Le mani sono nascoste nella borsa e riposano indisturbate. La grande specchiera sullo sfondo si modifica allo sguardo, cangiante come una pozza di benzina al sole. Non voglio, non voglio – solo questo le rimbalza dentro –  non voglio.

 

Una lista ancora confusa di emozioni, alcuni grafici su file, una strumentazione ultimo grido (rara fortuna) e un team affiatato o forse no di giovani e navigati ricercatori, con un oceano di possibilità alla porta. Andrea si sente bene è quasi felice, la mappa colorata del suo encefalo conferma.

Ora le piegano le labbra in giù, lo sente e infatti dopo un po’ si intristisce, questi umani in camice intorno a lei la deprimono.

Esperimento con esito adeguato, altri dati da inserire nella statistica: la modificazione di muscoli facciali a riprodurre espressioni di gioia o di dolore induce nel soggetto le emozioni corrispondenti. [bibliografia: Paul Ekman “Facial expressions of emotion: New findings, new questions” in “Psycological Science”, 3, 1992, pag. 34-38]

 

Impossibile negarlo, Guernica non è più la stessa, se ne accorgeranno tutti, se se saranno già accorti. Monica spera che nessuna telecamera abbia ripreso la sua fuga. Si sente perduta, eppure è successo, è successo e ora il suo sguardo vaga sul confine circolare del tavolino.

Uno dei cavalli ha girato uno zoccolo, questo è successo sotto i suoi colpevoli occhi. Anche in quel momento era da sola, sempre da sola. Guarda il quadro e pensa che quel particolare non le va a genio, Picasso, il genio, non le va. Non si distingue quello zoccolo, la disturba, “ah, io lo avrei fatto così e così”. E così fu fatto.

 

Le emozioni sono percezioni interne dello stato del proprio corpo. Nel cervello si creano una serie di mappe che riproducono reti di piccole vedette che riportano quello che succede. Dopamina: KO, faccia: contratta, pensieri: di questo tipo, visceri: livello B, ecc ecc, tutto nel pentolone grigio e voilà ci accorgiamo che manca il dado. Rimediamo subito, siamo homo sapiens mica per niente… il paramecio si limita a fuggire o avvicinarsi, mentre noi possiamo modulare, automodificare, prevedere, pianificare, rimuginare, scrivere.

 

E come la metto ora con Andrea? Chi glielo dice che il suo quadro preferito non è più lui, che sono io la responsabile, che questo è un fatto innegabile, che questi sono fatti innegabili?

Vai al museo le dirò. Andate al museo, tu e le tue percezioni passive.

 

Secondo Antonio Damasio, i sentimenti sono immagini mentali derivati dalle emozioni, che a loro volta sono delle mappe che il cervello si costruisce per monitorare lo stato di benessere o meno del corpo. Le emozioni sono percezioni interne, molto simili a quelle visive e degli altri sensi. Una specie di “senso interno” che è risultato vincente dal punto di vista evolutivo perché utile alla sopravvivenza della specie, in quanto porta all’instaurarsi della cooperazione fra gli individui e anche perché è un elemento necessario per determinare scelte e decisioni utili alla vita.

Le emozioni e i sentimenti però sono percezioni attive, perché possono modificare a loro volta lo stato del corpo dal quale erano partite. A differenza delle percezioni sensoriali che sono passive perchè non modificano l’oggetto che le ha provocate.

 

(di Francesca E. Magni)

ottobre 12, 2008 Posted by | forme, scritte | 13 commenti

La teiera di Russel

“Se io sostenessi che tra la Terra e Marte c’è una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi, purché mi assicuri di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata, sia pure dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che – posto che la mia asserzione non può essere confutata – dubitarne sarebbe un’intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe con tutta ragione che sto dicendo fesserie. Se, invece, l’esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità ed instillata nelle menti dei bambini a scuola, l’esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all’attenzione dello psichiatra in un’età illuminata o dell’Inquisitore in un tempo antecedente.”  Bertrand Russel

ottobre 7, 2008 Posted by | teiere | 15 commenti

五 go

“Misi da parte il 10, allineai i numeri da 1 a 9 e tracciai un cerchio intorno al 5. Senza dubbio 5 era al centro. Aveva quattro numeri dietro e quattro numeri davanti. Quel numeretto drizzava la schiena, stendeva le braccia verso il cielo con aria di trionfo, per sottolineare come fosse proprio lui l’oggetto della mia ricerca. ”

Yoko Ogawa “La formula del professore”

ottobre 1, 2008 Posted by | jap, numeri, scritte | 6 commenti