fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

intolleranze

domenica pomeriggio siamo andati al cinema Mexico di Milano a vedere “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti (un film Giga-premiato e pico-distribuito, “c’est l’Italie”)

 

C’è una frase a un certo punto del film: “la parola tollerante non mi piace. Se io ti tollero vuol dire che non siamo uguali” (o forse diceva “non c’è parità” o forse “non siamo amici” mi succede spesso di rimanere molto colpita da alcune frasi al punto da non riuscire più a ricostruirle :-O  ecco perché amo i libri: posso andare a controllare se il mio ricordo non ne ha stravolto il senso).

 

Nella piccola comunità scolastica nella quale lavoro ci sono circa mille studenti di liceo divisi in sei indirizzi: scientifico, scientifico PNI, linguistico, sociopsicopedagogico, delle scienze sociali e classico. Comunità che vive divisa fra due sedi che distano neanche cinquanta metri l’una dall’altra. Una è tutta nuova (la sede centrale dove ci sono gli scientifici, il linguistico e il classico) e l’altra un po’ meno (la distaccata dove ci sono spp e sociale).

L’anno scorso c’è stato il colpo di stato: nella sede centrale sono state messe le classi del biennio di tutti gli indirizzi e in quella distaccata tutte le classi del triennio.

Non sto lì a scrivere tutta la storia. Mi serve solo per creare l’antefatto ai miei pensieri di stamattina.

 

Stamattina ero in classe durante un compito e mi è tornato in mente un foglio stampato a computer che avevo visto appeso in una classe dello scientifico PNI (Piano Nazionale di Informatica) che diceva: “Una sostanziale differenza. Una distanziale sofferenza”. Insomma, soffrivano per il fatto di essere messi a distanza dalla loro sede centrale. E sottolineavano la loro sostanziale differenza da tutti gli altri studenti.  Sic.

Ecco, io credo che se uno studente ragiona così ha qualcuno in cattedra che gli dà ragione, altrimenti quel foglio sarebbe stato tolto subito.

E così io nei miei pensieri che non tollerano gli intolleranti sono divenuta intollerante. Mi figuravo di parlare con una/o di questi docenti e dicevo “vedi, sai qual è la sostanziale differenza fra me e te? Che io per la morte di David Foster Wallace ho pianto e invece tu non sai neppure chi è”. Che puerile e violenta la natura umana, mi ci riconosco appieno, purtroppo. Si allunga la lista dei propositi e delle cose che devono cambiare nella mia testa.   

settembre 23, 2008 Posted by | sconfinamenti, scritte | 29 commenti

Septiembre

c’è il blog di SARAMAGO!!!!! chiuso ai commenti….

il primo post dopo quello su Lisbona è su Darwin 🙂

settembre 21, 2008 Posted by | scritte | Lascia un commento

la fabbrica delle nuvole

“Ecco a poco a poco discendere dal cielo una gran nube, la quale aprendosi nel mezzo e dilatandosi dalle parti in sembiante di theatro, mostrava le sue esteriori estremità per la condensazione de’ vapori colorate di bigio fosco, l’interiore concava superficie colorata come d’oro scintillante, per lo riflesso de’ raggi d’un gran pianeta, risplendente sulla fronte d’un venerando vecchio, che stringeva colla sinistra un’elevata falce e colla destra un pargoletto preso per divorarlo”.

M. Buttigli descrive l’apparizione del torneo di Mercurio e Marte in occasione della festa per le nozze di Margherita de’ Medici e Odoardo Farnese a Parma nel 1628.

settembre 20, 2008 Posted by | macchine, sconfinamenti | 3 commenti

cose minute

Lavoro di pazienza e precisione. L’operaio orologiaio è come un artista dalle dita fini. Come una donna  che fa un ricamo per il vestito della festa, mentre fuori il vento del nord gela le ossa. Là imparai che cos’è la cassa, la calotta, il bilanciere, la molla a spirale, il barillet, il fermo, l’ancora, il perno e il controperno, la corona, il rocchetto, il quadrante, la sfera delle ore, dei minuti e dei secondi. Capii l’importanza delle cose minute: il pittore che poi avrei visto all’opera all’hotel de La Couronne si serve di un pennello per dare piccoli tocchi di colore alla sua tela; gli orologiai lavorano con granelli di metallo e  viti sottili come un’unghia; io allineo una dopo l’altra le formichine delle lettere. La vita nasce dalle cose minute.

Alberto Nessi “La prossima settimana, forse”

immagine: nanomotore solare

settembre 17, 2008 Posted by | macchine, scritte | 8 commenti

pubblicità disinteressata

 

non guardo la tv da più di cinque anni e vivo in un paesino senza edicole o quasi, così il contatto con il mondo da copertina c’è sì con qualche banner in rete, ma avviene soprattutto tramite la posta che mia figlia raccatta all’entrata di casa.

settembre 16, 2008 Posted by | sconfinamenti | 1 commento

il primo giorno

così come ieri, domani si torna sui banchi
per l’occasione il bolg vi offre la foto della fem di allora,
sempre bella spettinata e disordinata (notare il colletto!)
però molto chic (con anello al dito e maglione rosso spuntante da grembiule bianco)
Il fotografo si è dimenticato di mettere in basso a sinistra il cartellino con scritto “I E”

settembre 7, 2008 Posted by | sconfinamenti | 25 commenti

la freccia del tempo

Rotten Luck

The Decaying Dice of Ricky Jay

tratto dal sito web del MUSEUM OF JURASSIC TECHNOLOGY
(narrato anche ne “Il gabinetto delle meraviglie di Mr. Wilson” di Lawrence Weschler)

dai miei appunti: lanciare dadi come azione umana (l’alea fra i giochi descritti da Marguerite Yourcenar; la natura statistica dell’entropia – legame con il tempo; trovare riferimenti antichi sul significato divinatorio di tale atto – legame con il tempo).

settembre 2, 2008 Posted by | forme, macchine, numeri, scritte | 15 commenti