fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

per chi può

Segnalo lo spettacolo “Le Troiane” (regia di Annalisa Bianco e Virginio Liberti): Napoli dal 10 a l5 giugno

 

 

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giugno 12, 2008 - Posted by | Egum

2 commenti »

  1. Cara fem,
    Ho seguito il link dello spettacolo – e ti scrivo, lieto di trovare registi che non cerchino messaggi attualizzanti in Euripide, ma un po’ preoccupato di vedere persone giovani (credo di corpo oltre che di spirito) che si premurano di dichiarare «morto» il teatro greco.

    Siccome sei paziente, vorrei sedurti con la premessa di voler provare a dire qualcosa di scientifico, e andare avanti per un pochino.

    Non sono riuscito a pensare a quando è che un testo muore, perché ho un rapporto irrisolto con la morte, e temo di star vedendo sempre morire la stessa persona, e ne ricevo pena. Ho pensato piuttosto, fem, a quand’è che un testo è vivo. È vivo, e scalciante, l’iper-testo di Dragonball, una saga giapponese fatta di fumetti, film e giochi; se Dragonball è vivo nonostante me, io sono personalmente grato a quanto è vitale in me la saga di Star Wars. Credo di pensare a Star Wars almeno una volta alla settimana.

    Invidio da sempre chi abbia saputo trovare il suo Star Wars nella grande saga della lirica italiana. Chi in cosa differisca Mimì da Manon, e quale dei due sia Traviata, e conosca i tempi e i palpiti di quel teatro che, se lo si incontra, e se c’è il regista, mi commuove.

    Invidio chi abbia visto l’Orestea di Raffaello Sanzio. Vedo le foto di scena, il capro appeso che nutre l’ombra di Agamennone, e la gabbia di Cassandra, vedo la polvere di circo. Sarei io, più morto, se non avessi la certezza che quell’Orestea c’è stata, che un giorno ci capiterà di incontrarci.

    C’è sempre un vivo, poi, che constati le morti: e diglielo, fem, se li vedi a Napoli, che non serve più parlare ai senes severiores e spiegare che è ridicolo cercare il teatro archeologico. Anziché dirglielo, diamo cento, mille baci al teatro greco, sporchiamolo, tingiamogli la faccia, facciamoci l’amore.

    «Le serve» di Genet dev’essere recitato da tre maschi. Qualunque cosa questo voglia dire, nasce nel fondo arcano della tragedia antica, e rende colorata la mia vita. Ho idea che questo indichi vivo un testo: sa fare spazio, e accogliere ciò che penso di lui, fagocitarlo.

    Questo blog è un amore, anche se temo di avervi aggiunto poca scienza. Andrea

    Commento di efialte | giugno 12, 2008 | Rispondi

  2. qui ci vuole tempo e testa e io non sono l’attore migliore. Ringrazio Andrea per quello che ha scritto sulla tragedia (e che sto ancora meditando).

    Parli di guerre stellari che io vidi da bimba al cinema (il primo film) e ancora ho negli occhi quelle spade laser rumoreggianti. Saga che ci vedemmo tutta in tv, già genitori, quindi da poco, che forse era il venerdì o il mercoledì? Comunque per due come noi, restare incollati lì (io credevo di odiare la fantascienza, forse perché io sono fantasciema, però “Blade runner” “Il pianeta delle scimmie” li ho adorati, così come “Guerre stellari”: forse odio la fantascienza su libro, per pregiudizio di tempo) e personalmente aspettare il film della settimana dopo e dispiacermi tanto per la fine (che ogni fine è una morte) vorrà dire qualcosa, anche nella nostra geometria.

    Ah la Traviata! Lunga vita al melodramma!!

    Fai bene a invidiarmi, anch’io mi invidio se penso a quello che ho visto (ma il verbo “vedere” non rende onore all’esperito).

    Parli di morte e qui mi viene in mente che potrei mettere un “racconto” scritto tempo addietro che, guarda che caso, contraddice un’affermazione di Genet. Adesso che l’ho detto, lo farò: preparatevi.
    La morte per me è feconda quanto la vita, “ci penso almeno una volta alla settimana”: mi viene in mente la scena di quel film di Woody Allen in cui si sta separando e devono dividersi i libri e lui dice “tutti quelli che hanno la parola morte nel titolo sono miei”!! O al gioco con le mani (che unite ad arco nascondono il dito medio) che fa anche mia figlia “vivo o morto?” e tu devi indovinare…

    putroppo non posso essere a Napoli, ma spero di vedere lo spettacolo a Milano nella prossima stagione

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 13, 2008 | Rispondi


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