fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

è passato ieri

di Andrea Blasina

* Saliva un uomo da Gerico a Gerusalemme. Incrociò un passante, e volle derubarlo. Anzi, in realtà desiderò colpirlo, fargli del male, buttarlo a terra. Questo fece, e il furto fu un pretesto.
* Assassinato, o quasi, il passante gorgogliava bollicine di sangue e saliva sulla sabbia. L’uomo continuò la sua salita, in mano un sacchetto di monete e il berretto bruno, che gli era piaciuto.
* Passarono persone, videro il passeggero a terra nel sole, nel sangue e nella sabbia, e tirarono diritti. Passò un fariseo, passò un levita, e poi, verso sera, persino un samaritano stanco.
* Il samaritano osservò l’uomo, e c’era già più fresco, e i cani selvatici scendevano dai picchi, occhi rossastri, e mentre passava via lasciò un sussurro:
* «Ti ci sarebbe voluto un samaritano buono: ce n’era uno, ma è passato ieri».

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giugno 8, 2008 - Posted by | scritte, Special Guest Efialte

20 commenti »

  1. ohhmadonnamia! fem,
    di samaritani buoni s’è persa la razza?
    O no?
    Secondo me ci sono, anche se nati a Castelnuovo de’ monti, ma pochi.

    Commento di mariobianco | giugno 8, 2008 | Rispondi

  2. Scritta di getto appena adesso:

    IL MONDO E’ CATTIVO

    Il mondo è cattivo,
    della cattiveria che hanno talvolta i bambini
    che passano sopra a qualsiasi cosa che si frapponga
    tra loro e le loro idee

    Per difendersi dal mondo
    gli uomini hanno costruito le case con i tetti che riparano dalla pioggia,
    per riscaldarsi hanno appiccato il fuoco, che non si è più fermato,
    neanche per un secondo
    come non si fermano mai tutti i motori,
    che muovono le cose grandi e quelle molto piccole

    Per difendersi dal mondo
    gli uomini uccidono e dominano tutto ciò che li circonda
    considerano loro diritto il fare ciò che vogliono di piante, animali, fiumi, mari e rocce
    la maggior parte delle persone non vede
    cosa ci sia di male nel tagliare il ramo su cui sono seduti
    e non capiscono il perchè uccidere le api è come uccidere se’ stessi

    Per difendersi dagli uomini
    il mondo prosegue sempre uguale
    e continua a fare le stesse cose che ha fatto per milioni di anni
    in cui l’unica costante è sempre stato il cambiamento

    Per difendersi dagli uomini
    c’è chi non esce più di casa
    c’è chi rimane in solitudine
    c’è chi parla in continuazione con gli altri
    e chi fa tutte le tre cose insieme

    Un blog è un’idea
    Un blog è un racconto
    Un blog è un pericolo che diventa opportunità

    Questa è la strana storia
    di un po’ di uomini e donne
    che si sono messi in testa di salvare il mondo
    di sicuro dimostrando così
    la loro completa disumanità.

    Commento di Teste Pensanti | giugno 9, 2008 | Rispondi

  3. la questione della definizione di “umanità” è se si debba estrapolarla dalla maggioranza o dalla minoranza degli esseri umani, se abbia un’accezione positiva o negativa. Dal singolo essere umano inoltre si distilla sia l’uno sia l’altro lato dell’amore/odio verso il mondo e se stessi: un coesistere intrecciato di opposti, di affermazioni e negazioni.

    @Teste Poetanti: grazie per i tuoi pensieri in forma di poesia

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 9, 2008 | Rispondi

  4. non basta, il sale, per rifarne pane
    e a fare Amelia non basta coniglio:
    salvare il mondo (quello che rimane)
    non basta uno. Questo il mio consiglio.

    Uno, di corsa, che salvi le rane,
    le scuole, i terni al lotto, madre e figlio;
    l’oritteropo, datteri, banane,
    la malva, il pitecantropo ed il tiglio.

    qualcuno poi che manderà a memoria
    l’odore bello di camera mia,
    i Fenici, il passo di zia Gloria

    con i rumori lungo la tua via;
    ogni infinita e invereconda storia
    che salvi il mondo con la fantasia.

    «Le cose, su Tlön, si duplicano; ma tendono anche a cancellarsi e a perdere i dettagli quando la gente le dimentichi. È classico l’esempio di un’antica soglia, che perdurò finchè un mendicante venne a visitarla, e che alla morte di colui fu perduta di vista. Talvolta pochi uccelli, un cavallo, salvarono le rovine di un anfiteatro».
    (J.L. Borges, Tlön, Uqbar, Orbis Tertius)

    da Andrea, onorato e grato di essere qui

    Commento di efialte | giugno 10, 2008 | Rispondi

  5. fem, chiedi tu ad elfiate quanti conigli servono per fare amelia?

    “qualcuno poi che manderà a memoria
    l’odore bello di camera mia”.

    bravo, orco. (in quanto veneta, volevo dire orcocàn, veramente)

    Commento di harvey | giugno 10, 2008 | Rispondi

  6. orcocàn sì!! (in quanto veneta per 3/4 mi permetto di ribadire anch’io)

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 11, 2008 | Rispondi

  7. era la tua nonna ad essere un quarto di veneto?

    (tipo, un buon quartino di bardolino?)

    Commento di harvey | giugno 11, 2008 | Rispondi

  8. il fatto è, perdipiù,
    che di samaritani non ce n’è più,
    nè buoni nè cattivi, orca,
    Samaria è andata giù,
    è morto il buon Gesù,
    è morta anche Maria…
    vado a cena da mia zia
    MarioBù

    Commento di mariobianco | giugno 11, 2008 | Rispondi

  9. tutte due le nonne erano venete DOC. Mia sorella da piccola chiamava una delle due “nonna tapeo” (perchè diceva così al posto di tappeto!!)

    Mario stasera sei al di là del bene e del male 🙂

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 11, 2008 | Rispondi

  10. sì,
    infatti sono caduto ai piedi del monte Garizim
    e nessuno mi ha soccorso,
    una vipera m’avea morso,
    ho incontrato Alì Berlù
    che mi disse: Vaffancù
    :-((

    Commento di mariobianco | giugno 11, 2008 | Rispondi

  11. vuoi vedere che siamo cugine alla lontana?
    lo ammetto: dico così per due motivi.
    perché sarebbe bello essere un poco tua parente.
    perché l’espressione alla lontana è bellissima.

    mario, arrivo io in tuo soccorso. i conigli sono famosi cacciatori di vipere. tranquillo.

    Commento di harvey | giugno 12, 2008 | Rispondi

  12. In Sardegna le vipere, e molte altre individualità, latitano. Nel senso che le vipere mancano, e perciò pullulano i latitanti. Nel senso che perciò si chiamano latitanti, anziché latipochi. Nel senso che perciò pochi conoscono gli icosaederi, in quanto poligoni latitanti, e molti hanno familiarità con figure geometriche come sfere, cubi, echinodermi e tetrapak.

    Sragiono per la contentezza d’essere amico d’un coniglio, che perdippiù mi pare non avere poi tanta fretta.
    Nelle Baccanti di Euripide uno fece tutte le donne, uno tutti gli uomini, e uno Ecuba. Ma andrei a scriverlo di là, perché fem è gentile ma i commenti in disordine non piacciono a nessuno 😛

    Commento di efialte | giugno 12, 2008 | Rispondi

  13. i checosaedri fanno a gara con la malacologia o la “ma_l’ecologia?”

    essere parente alla lontana con un coniglio mi onora!! Probabilmente fra noi ci sono solo cinque gradi di separazione

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 13, 2008 | Rispondi

  14. anch’io sragiono quando so di essere amica di un orco. che poi l’orco è il babau, miticologica figura che deve e dico deve spaventare i bambini. per esempio un babau meraviglioso delle parti di gaeta è il prete coi piedi palmati. è spaventosissimo.

    la prova provata se siamo imparentate ce la potrebbe dare la carota genealogica, fem. farò delle ricerche.

    Commento di harvey | giugno 13, 2008 | Rispondi

  15. bene! Se hai fame però puoi mangiarla [la carota]: sappiamo com’è la situazione della ricerca in Italia purtroppo..

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 13, 2008 | Rispondi

  16. è terribile mangiarsi tutti i parenti. ma forse neanche tanto.

    Commento di harvey | giugno 13, 2008 | Rispondi

  17. e già, mi ero distratta e avevo pensato a “carota” solo nel senso tecnico del “carotare” (di cercare nel terreno le possibili radici) e non a quello di albero genealogico… che è proprio terribile, concordo (e concordo anche con il tuo dubbio successivo!)

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 13, 2008 | Rispondi

  18. ma? la carota è un albero?? :-))

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 13, 2008 | Rispondi

  19. mi ha sempre affascinato il carotaggio del terreno. tutti quegli strati sui quali camminiamo senza sapere nulla.
    io cammino sugli strati.

    la carota è un albero nascosto, penso, fem.
    o la radice conica di un albero.

    Commento di harvey | giugno 13, 2008 | Rispondi

  20. chi estrae radici coniche ha bisogno di una calcolatrice solida

    strati su strati, pensa a me che abito al quarto piano!
    (basta che non siano strati di passeggeri a terra)

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 13, 2008 | Rispondi


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