fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

io quella volta che ho aperto gli occhi sul mondo

 ecco una poesia che ho ricevuto in regalo da Harvey, il coniglio di Amelia1

io quella volta che ho aperto gli occhi sul mondo

io quella volta che ho aperto gli occhi sul mondo
e il mondo ha aperto i suoi occhi su di me
ci siamo entrambi intimoriti.
a me è sembrato una
fronda
qualcosa che luccicava con un niente di sole
un ninnolo di luce;
mi è sembrato una palla da cortile

io quella volta che ho aperto gli occhi sul mondo
il mondo misurava, a spanne, sì e no due braccia amate
rami flessuosi, nodi invisibili
altalene del cuore

io quella volta che ho aperto gli occhi sul mondo
il mondo era vestito da spauracchio
con l’alito di un drago verde
e mi bruciava dentro
ero rovente
ero una brace

io quella volta che ho aperto gli occhi sul mondo
mi sentivo impreparata a guardarlo così da vicino
senza poterlo davvero toccare
come il riflesso sullo specchio della finestra;
in inverno, ci ho disegnato sopra
la bocca di un uomo che si era affacciato
e l’ho baciata attraverso

io quella volta che ho aperto gli occhi sul mondo
il mondo era sempre lì e non abbassava lo sguardo
e si è perso nei miei occhi di lago
come si perde un innamorato.

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giugno 2, 2008 - Posted by | scritte, Special Guest: Coniglio

19 commenti »

  1. Nota la mia insensibilità e ignoranza poetica, commento:
    La prima volta non si scorda mai?

    Commento di sgt.Pepper | giugno 3, 2008 | Rispondi

  2. Ma è che per essere ‘na poesia di coniglio,
    m’ è piaciuta assai, anzi, averne di altre così!
    Però Harvey è ‘na persona seria e compunta,
    per di più con dei begli occhi.

    Tuttavia dicono che i conigli ne scrivono poche, di poesie:
    una me la deve mandare Messer Bianconiglio dal 1956,
    ma non è ancora arrivata, secondo me lui mentiva,
    ed era troppo occupato con certi suoi appuntamenti del cazzo con gente infida.
    Mah….

    Commento di mariobianco | giugno 3, 2008 | Rispondi

  3. dove ci siamo visti, signor mariobianco? io, conigliobianco, dico, potrei essere suo parente? esiste l’albero genea-logico dei conigli o possiamo contare anche un albero che se ne frega della logica e cresce dove meno te l’aspetti?

    (tutta questa manfrina per ringraziarla. sono una donna con il cuore di coniglio, in fondo in fondo)

    Bianconiglio, il mio trisavolo, era un pessimo copiatore di indirizzi, infatti.

    Commento di harvey | giugno 4, 2008 | Rispondi

  4. scusi, signor Harvey io credevo che lei fosse quella del film che stava accanto a James Stewart nella foto,
    e credevo fosse andata là in giro,
    cioè,
    io non so più niente, sono confuso,
    tra teiere e conigli.

    Sto per covertirmi a ‘na religione melanesiana che sarebbe il culto del Cargo:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Culto_del_cargo
    così sto sul sicuro,
    arrivano i carghi,
    portano roba tangibile e via, cioè magari se magna.

    Commento di mariobianco | giugno 4, 2008 | Rispondi

  5. qui da me invece si dice che i m.bianco-nigli non hanno il coraggio né di disegnà né di sculturà una qualche teiera, magari su carta d’acquerello o su legno (o su qualche ottimo impiastricciamento leggero), cossichè da rendere felice una fem, che una bella teiera una volta le aveva già chiesto ma lei invece di fare orecchie da coniglio (che ci sentono bene) fece orecchie d’altro tipo. Eppoi lo hai più visto l’ologramma della teiera in 3-D?? anche Pepper ci riuscì o ci rinunciò??

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 4, 2008 | Rispondi

  6. comunque ‘sto bolg continua a bloccare alcuni commenti di Mario come “spam”… e io devo stare attenta a recuperarli altrimenti me li cancella…
    guarda un po’ te se devo giocare anche alla caccia allo spam…

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 4, 2008 | Rispondi

  7. io invece vorrei rubare i disegni di mario bian-coniglio. oggi me li sono guardati e quello è stato l’istinto. e anche chiedergli delle poesie. cortesemente. mi sono segnata anche la sua mail, ma non l’ho ancora usata.
    ora che ci penso, non sa signor mariobianco, quale rito occorre fare per entrare nel cargo? accettano conigli clandestini?
    però prima viene la teiera.

    Commento di harvey | giugno 4, 2008 | Rispondi

  8. ho letto la pagina sul culto del cargo…

    racconterò assolutamente in classe il “culto dell’abaco” !

    mi ricorda l’uso della calcolatrice che per certi studenti è più di tipo “propiziatorio” che altro, nel senso che la usano anche quando non serve (infatti io nei miei compiti la vieto quasi sempre: “vade retro machina”).

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 4, 2008 | Rispondi

  9. trovato.

    Gli esempi più famosi di comportamenti derivati dal culto del cargo sono le false piste di atterraggio, gli aeroporti e le radio fatte di noci di cocco e paglia, costruiti dai membri del culto nella credenza che le strutture avrebbero attratto aerei da trasporto pieni di ‘cargo’. I credenti inoltre inscenano finte trivellazioni e marce, dotandosi di martelli pneumatici e fucili costruiti con del legname, usando finte insegne militari e dipingendosi il corpo con la scritta “USA”, per camuffarsi da soldati.

    curiosa l’inscenata delle finte trivellazioni. quella della radio invece la trovo un’idea grandiosa. questa estate, se passa l’uomo del cocco dalla spiaggia, mi faccio dare i pezzi. poi vi dico.

    Commento di harvey | giugno 4, 2008 | Rispondi

  10. ciao harvey! Abbiamo mandato un commento insieme!

    lo sai che Mirin, poetessa meravigliosa e amica mia carissima (nonchè mamma di TP, lo posso dire?Ormai l’ho detto!) quando nacque mia figlia mi spedì una bella scatola con dentro tante cose, ma soprattutto uno stupendo coniglio bianco, che la mia Elena ancora tiene con sé???? Quindi il cargo qui da noi è già arrivato! Il coniglio si era un po’ scucito e ho provveduto subito a rammendarlo (con anestesia però!!).

    eh i disegni di Mario Bianco, io un po’ qui ce li ho nel mio blog. Consiglio tantissimo anche: “Angeli e case” http://www.feaciedizioni.it/testiPdf/angeli%20e%20case.pdf

    non mettiamogli fretta, che poi ci manda tutte “ad Aramengo”…

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 4, 2008 | Rispondi

  11. Dopo il culto del cargo, della teiera e dell’abaco, perchè non introduci anche quello del regolo, il mitico Aristo?

    Commento di sgt.Pepper | giugno 4, 2008 | Rispondi

  12. femalia, credi che me lo fossi perduto Angeli e case?
    naaa. l’ho già letto, in internet. no, l’ho rosicchiato pagina per pagina. parola per parola, disegno per disegno. infatti ho dovuto ristamparlo.
    come farebbe Firmino di Savage: sì, lo so che è un libro primo in classifica e ciò dovrebbe insospettire, ma stavolta è proprio un merito.

    ti rivelerò un segreto. oltre che per i conigli – io possiedo invece Peter coniglio in stoffa, comperato niente di meno che da Harrod’s – quello di Beatrix Potter, ho una passione inconfessabile (lo confesso?) per l’omino di panpepato. l’ho messo in libreria anche se non è un libro. ma forse lo è.

    Commento di harvey | giugno 4, 2008 | Rispondi

  13. Te, voi, cosa andate bofonchiando di remenghi o di raminghi?
    Va’, che questo posto qui è strano, nè!
    Uno si trova come nel Carnegie Hall quando non c’è più la hall. Ci rimane solo Carnegie, che non è un gran che, come compagnia, ecco.

    Cioè, in questo blog ( se è un blog) son cadute le pareti, per sismica interna; sarà mica che i conigli fa tremare tutto, e anche le bambine teiere, ballando ballando, fan sciopare le strutture tubolari?

    Ad Aramengo ci siete state o no?
    E’ su’n bel bricco monferrino, sapete?
    Lì stavvi l’esimio Guido Nicola e famiglia sua illustre di restauratori provetti.

    Commento di mariobianco | giugno 5, 2008 | Rispondi

  14. fem, ma mario è sempre così che svicola? svirgola?

    voi fate il nesci e gli altri tirano ad indovinare

    mario, mi mandi una tua poesia?
    una cosa già fatta. anche tra passata. quello che vuoi.

    Commento di harvey | giugno 5, 2008 | Rispondi

  15. ti ho mandato un pvt, o Harvey,
    però tu scrivimi all’indirizzo mio:
    biandbo@tiscali.it ,
    è sempre lo stesso da anni 10

    Commento di mariobianco | giugno 5, 2008 | Rispondi

  16. Ahh, mi ero dimenticato di una cosa:
    ho guardato molte volte la foto di sopra,
    l’ho indagata, mi piace,
    ha un fascino misterioso anche pe’l mosso della bimba…
    Però da dove viene?

    Commento di mariobianco | giugno 6, 2008 | Rispondi

  17. Mario Bianco, la Carnegie Hall non sapevo che era una cosa così bella de prestige e neuyorkese, mentre per sapere che cos’è Aramengo non sono dovuta andare sulla Wikicosa, perché ci sono proprio stata e proprio lì dai restauratori e vidi pure una barca veneziana tipo bucintoro, tutta tenuta a temperatura e umidità adatte alla sua sopravvivenza e poi ci vidi roba antiqua e bella e arazzi spasmodici e tecnologie avanzatissime che sotto ai dipinti vedono altri colori e segni, ma mi rimasero nel cuore tutti quegli scaffali pieni e pieni di colori e polveri dai nomi d’incanto.

    E’ vero: anche la foto è molto bella. Chissà se il nostro coniglio ha voglia di raccontarcela…

    (Mario stattento che magari ti mando anch’io una mail, che ho da alcuni mesi una cosa da chiederti)

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 6, 2008 | Rispondi

  18. manda manda..
    era ora che mi mandassi una mail,
    fai pure la domanda,
    ma in carta semplice,
    io attendo fiducioso
    di ricevere assegno o accredito o bonifico….:-))

    la meravigliosa barca che dici si chiama “peota”
    ed xe apunto uno splendor venesiàn
    donata ai duchi di Savoia
    da la Serenissima Republica

    Commento di mariobianco | giugno 6, 2008 | Rispondi

  19. peota, anagrama di poeta, apunto, ciò 🙂

    domani mando

    Commento di forzaelettromotrice | giugno 7, 2008 | Rispondi


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