fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

Parole e musica

di Andrea Blasina:

 

Posso scalare sette montagne
posso salire al settimo piano
posso calarmi sette lasagne
posso star fermo e andare lontano
sentendo scorrere ogni secondo di sette ore
se c’è un’amica che chiamo amore.

 

Posso aspettare il giorno che viene
essere solo e sentirmi insieme
e stare bene e non stare male
ridere forte, passarti il sale
facendo andare la vita senza dolore
se c’è un’amica che chiamo amore.
.
Posso ascoltarti quando mi senti
e innamorarmi di un tuo sbadiglio
posso star sveglio se ti addormenti
scegliendo il nome del terzo figlio
mischiare la malizia col pudore
se c’è un’amica che chiamo amore.
 
.
Posso contare tutte le stelle
e corteggiare le sette sorelle
e raccontare anche questa storia
senza aspettarmi una fine in gloria:
muovermi senza sapere dov’è il motore
se c’è un’amica che chiamo amore.
.
Posso convivere col tuo peccato
che è senza dubbio originale
e condividere non invitato
la conoscenza del bene e del male
ed aspettare le campane o l’esplosione
se c’è un’amica che chiamo amore
.
ed aspettare sorridendo le campane o l’esplosione
con la mia amica che chiamo amore.

giugno 30, 2008 Posted by | sconfinamenti, scritte, Special Guest Efialte | 13 commenti

1984

(terza liceo)

 

giugno 26, 2008 Posted by | sconfinamenti, scritte | 29 commenti

Note Angeliche

  

Piccola canzone dei contrari

C’è un posto bianco e un posto nero chissà dov’è
per ogni volo di pensiero dentro di te
c’è un posto alto e un posto basso chissà dov’è
per un violino e un contrabbasso dentro di te
c’è un posto lepre e uno lumaca chissà dov’è
se scappi o dormi sull’amaca dentro di te
e un posto dove ci son io
C’è un posto uovo e uno gallina chissà dov’è
se non sai chi sia nato prima dentro di te
c’è un posto in pace e un posto in guerra chissà dov’è
in piedi o tutti giù per terra dentro di te
c’è un posto sano e uno malato chissà dov’è
e che il secondo sia passato dentro di te
e un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.

C’è un posto vino e un posto pane chissà dov’è
per quando hai sete oppure hai fame dentro di te
c’è un posto verde e un posto rosso chissà dov’è
per quel che resta o quel che passa dentro di te
c’è un posto vero e uno bugiardo chissà dov’è
per quando va la gatta al lardo dentro di te
e un posto dove ci son io.
C’è un posto tutto e un posto nulla chissà dov’è
per una donna e una fanciulla dentro di te
c’è un posto bello e un posto brutto chissà dov’è
non sempre si può avere tutto dentro di te
c’è un posto fermo e uno animato chissà dov’è
per come il mondo è disegnato dentro di te
e un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.

http://www.youtube.com/watch?v=azezhDJGJyw

 

 

 

Per ogni matematico

 

Per ogni matematico
c’è un senso d’infinito
nel dar la caccia ai numeri
già sfuggenti di per sé
c’è un sogno pitagorico
che a me non è servito
adesso che
nel due per tre
so cosa 6 per me

Per ogni matematico
che non si è mai pentito
d’aver sbagliato un calcolo
ch’è già grave di per sé
rimane un senso logico
che a me non è servito
adesso che
nel tre più tre
so cosa 6 per me.

Per ogni matematico
finisce l’infinito
se a confermar la regola
è l’eccezione di per sé
ma resta un caso unico
che a me non è servito
adesso che
nell’io più te
so cosa 6 per me.

 

 

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=CIgwlcKYsKE

giugno 22, 2008 Posted by | numeri, sconfinamenti, scritte | 20 commenti

Sole stazionario

Buona Mezza Estate a tutti!!

 

stamattina mi ha guardato negli occhi e ha detto “sono verdi” e così ho capito che è iniziata l’estate.

 

(c’è un personaggi che, come me, ha gli occhi di colore cangiante e si trova nel libro di Saramago “Memoriale del convento” : difatti è figlia di una strega…..)

 

giugno 21, 2008 Posted by | 1, numeri | 14 commenti

nuove

questo è il tempo di dispute di filosofia naturale fra i bimbi di 4 e 5 anni. Felipe sostiene che le nuvole sono fatte di fumo o al massimo di cotone. Serena invece dice che sono fatte di foglie sbianchettate. Filippo dice che sono morbide e che non sono fatte di foglie, perché le foglie cadono a terra. Elena dice che la mamma le ha detto che sono fatte di vapore e acqua e che infatti quando piove scende acqua mica cotone…

qualche mese addietro altra grande disputa perché Ammhed diceva che il sole gira intorno alla terra…

quando mi ha chiesto “come sono cresciute le montagne?” le ho spiegato la deriva dei continenti.

però ho alcuni dubbi: che facendo così le tarpo la fantasia? Così la prossima volta le dico “non lo so, secondo te perché?” la lascio immaginare per qualche giorno e poi però la scientifizzo, altrimenti mi cresce animista.

ho trovato L’atlante delle nubi (fa spanzare dal ridere, a partire dai nomi e continuando con la tabella dei simboli!!).

Avevo letto la recensione di un libro che mi aveva molto incuriosita: “Cloudspotting. Una guida per i contemplatori di nuvole” ed. Guanda. Qui c’è il link al sito degli amanti delle nuvole (The Cloud Appreciation Society). 

giugno 17, 2008 Posted by | sconfinamenti, scritte | 18 commenti

La morte

Nel caso si ammalino, non riescono più a muoversi e di conseguenza vengono a galla. Per questo si dice che la morte dei pesci è un’ascensione mentre quella degli uccelli è una caduta; quanto agli uomini, se uno di loro passa a miglior vita si dice semplicemente che è crepato.

 

NATSUME SŌSEKI “Io sono un gatto” (1905)

Il corpo di una persona è realmente tale quando questa è morta. Il corpo degli esseri umani da vivi è costantemente nascosto dal loro movimento, è distratto dalle espressioni, dalle varie posizioni, dall’attenzione che richiede la voce, il ragionamento così come l’abbigliamento ecc… E’ difficile se non impossibile osservare il corpo di qualcuno in vita, anche se si mantenesse nell’immobilità sarebbe viva, un dormiente è comunque portatore di messaggi extra-corporali. Il cosiddetto linguaggio del corpo assorda il corpo stesso, la sua solidità, la sua geometria di ente fisico. Si può osservare la forma di una vaso ma non quella di un corpo vivo. Anche se fotografata la forma umana è comunque viva, piena di attributi psicologici, intenzionali, estranei al corpo in se’. Anche le statue conservano la vita in loro.

 

Tranne quelle mortuarie. La statua mortuaria (oltre alle fotografie) è ciò che di più si avvicina al corpo.

 

Concludo che non potrò mai vedere obiettivamente il mio corpo.

 

Trovarsi di fronte al corpo di qualcuno è un’esperienza innaturale. Ed è forse per questo che il fatto principale che emerge da tale impatto è l’attenzione sulla presenza della morte, che è invece un concetto astratto. Abbiamo bisogno di aggrapparci a un concetto astratto e irreale anche se agghiacciante per evitare lo scontro reale con la presenza mai sperimentata di un corpo umano diventato improvvisamente oggetto inanimato, immobile, inerte come tutti gli altri oggetti quotidiani. E che, come tutte le cose, alla fine si butta via.

 

La nostra fine è quella di un rifiuto che appesta l’aria, un corpo estraneo da eliminare. L’idea di una trasformazione dall’animato all’inanimato è quella di una metamorfosi ingiusta che abbassa il re dei regni fino a quello infimo delle pietre, anzi della cenere.

 

Forse studiare il mondo dei materiali è un anticipare i tempi e occuparsi di ciò che saremo. La Fisica diventerebbe anche lei una scienza umana o del post-umano. Il Carbonio e la materia, inizio e fine dell’umano.

 

Che bello sarebbe finire in cielo volando con le ali, proiettati verso l’infinito oppure disintegrati in una pioggia scintillante di piastrine luccicanti. E invece finiamo come indegni sacchi di spazzatura afflosciati a terra. 

 

(Francesca E. Magni)

giugno 14, 2008 Posted by | forme, scritte | 21 commenti

per chi può

Segnalo lo spettacolo “Le Troiane” (regia di Annalisa Bianco e Virginio Liberti): Napoli dal 10 a l5 giugno

 

 

giugno 12, 2008 Posted by | Egum | 2 commenti

meccanismi

(I nasoni di Joshua Held)

giugno 12, 2008 Posted by | macchine, Special Guest JoshuA Held | 13 commenti

è passato ieri

di Andrea Blasina

* Saliva un uomo da Gerico a Gerusalemme. Incrociò un passante, e volle derubarlo. Anzi, in realtà desiderò colpirlo, fargli del male, buttarlo a terra. Questo fece, e il furto fu un pretesto.
* Assassinato, o quasi, il passante gorgogliava bollicine di sangue e saliva sulla sabbia. L’uomo continuò la sua salita, in mano un sacchetto di monete e il berretto bruno, che gli era piaciuto.
* Passarono persone, videro il passeggero a terra nel sole, nel sangue e nella sabbia, e tirarono diritti. Passò un fariseo, passò un levita, e poi, verso sera, persino un samaritano stanco.
* Il samaritano osservò l’uomo, e c’era già più fresco, e i cani selvatici scendevano dai picchi, occhi rossastri, e mentre passava via lasciò un sussurro:
* «Ti ci sarebbe voluto un samaritano buono: ce n’era uno, ma è passato ieri».

giugno 8, 2008 Posted by | scritte, Special Guest Efialte | 20 commenti

teste quadre

Torino, 04 giugno 2008

Vogliamo denunciare un grave episodio, accaduto questa mattina, di cui è stata testimone una Mediatrice interculturale di Moncalieri. Alle 08:30 circa, sul bus 67 (capolinea di Moncalieri), pieno di gente che a quell’ora è diretta a scuola o a lavoro, è salita una pattuglia della polizia, ha intimato a tutti gli stranieri di scendere, ha diviso maschi e femmine con bambini, ha chiesto il permesso di soggiorno.
Molte persone avevano con sé solo la carta di identità italiana, altri il permesso di soggiorno, altri ancora né l’uno né l’altro.
Tutto l’episodio si è svolto accompagnato da frasi quali :

“non ce ne frega niente della vostra carta di identità italiana” ,

“è finita la pacchia”,

“l’Italia non è più il Paese delle meraviglie”.

Gli agenti hanno fatto salire tutti gli uomini su un cellulare, solo un uomo marocchino, mostrando la carta di identità italiana, si è rifiutato di salire, chiedendo di che cosa veniva accusato e che avrebbe fatto riferimento al suo avvocato. Gli agenti l’hanno lasciato andare.
Nessuno dei passeggeri rimasti sull’autobus è intervenuto, anzi, molte delle persone presenti, anche sui balconi delle case intorno e sui marciapiedi, hanno applaudito.
Ci aspettiamo che venga fatta chiarezza e che non si ripeta mai più un simile episodio in un Paese che si dichiara civile e democratico.

ASSOCIAZIONE ALMATERRA

(dal sito dei cartografi folli)

 

 

 

 

(l’immagine è tratta da “Il paese dei quadrati” di Francesco Tonucci)

giugno 8, 2008 Posted by | 1, forme | 2 commenti