fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

Insensati sensi

surrending_copetti.jpg 
“Surrending” di Elio Copetti

Prendi la ghiaia nei giardini

di quanti è sgretolata

la calce che al freddo spolverizza.

Io non vedo vie d’entrata

dove il vuoto invece impera

dentro è lo spazio

nel sasso, che muove esasperato.

Annuso il verde scuro

delle siepi basse:

risuona nella testa

senza pace a termine

sì, è silenzio, ma dove?

La percezione sboccia

nel farsi dell’incontro

mondano.

Quell’albero è fatto

del fondo nel mio occhio

l’umore vitreo traspare

la mia corteccia su di lui.

Fisso la sua fermezza

di moti inquieti

sotto i massimi livelli.

Assimilati

nell’intestino pigro della vita

ci riassorbiamo lenti.

Il gusto di noi

è passato verso altri palati

era forse agrodolce

senza possibilità di ricordo.

(Francesca E. Magni)

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febbraio 23, 2008 - Posted by | scritte

32 commenti »

  1. ‘na poesiola di atomi, sassi e percezioni dei 5 sensi

    Commento di forzaelettromotrice | febbraio 23, 2008 | Rispondi

  2. cara Francesca,
    sarò serio, una tantum:
    sono stato fatato ( dapprima)
    dal suono delle parole,
    perché risuonano, vibrano in armonia,
    tuttavia dopo averla letta almeno tre volte
    non ne ho ancora capito il senso pieno.
    Gusto ed intuisco.
    Mi riprometto di rileggerla ancora.

    Però l’intestino pigro della vita,
    sì, che mi è filato dritto.

    MarioB.

    Commento di mariobianco | febbraio 23, 2008 | Rispondi

  3. 80 114 101 110 100 105 32 108 97 32 103 104 105 97 105 97 32 110 101 105 32 103 105 97 114 100 105 110 105 32 100 105 32 113 117 97 110 116 105 32 232 32 115 103 114 101 116 111 108 97 116 97 32 108 97 32 99 97 108 99 101 32 99 104 101 32 97 108 32 102 114 101 100 100 111 32 115 112 111 108 118 101 114 105 122 122 97 46 32 73 111 32 110 111 110 32 118 101 100 111 32 118 105 101 32 100 146 101 110 116 114 97 116 97 32 100 111 118 101 32 105 108 32 118 117 111 116 111 32 105 110 118 101 99 101 32 105 109 112 101 114 97 32 100 101 110 116 114 111 32 232 32 108 111 32 115 112 97 122 105 111 32 110 101 108 32 115 97 115 115 111 44 32 99 104 101 32 109 117 111 118 101 32 101 115 97 115 112 101 114 97 116 111 46
    >>
    è il codice ascii del 1° capitolo della tua poesia; non so cosa serve però coi numeri non si sa mai.

    Commento di sgt.Pepper | febbraio 24, 2008 | Rispondi

  4. Caro Mario

    ho pensato ai sensi che in Fisica spesso portano fuori strada (dai sensi ci convinciamo che la terra è ferma e il sole si muove ecc ecc) quindi hanno poco senso. Come i sassi della ghiaietta nei giardini che al tatto sembrano piccoli e pieni e duri e invece sono anche cosmi immensi pieni di spazi vuoti e di particelle in eterno movimento. Poi ho messo insieme odorato e udito (nel silenzio di una siepe odorosa [bello l’arcaico eh??]) per il mistero della nostra percezione del mondo. Continuo con la vista che è un paradosso in cui chi vede vede quello che vede nel proprio cervello (ma dove? Se quello che vedo è creato dentro di me, allora come possono gli occhi guardare fuori?? Le “immagini” entrano da lì ma poi è come se fossero proiettate nel nostro cranio, quindi noi guardiamo con degli schermi interni voltati di spalle al mondo…bho?? Forse non entrano immagini ma solo quanti di luce che noi metabolizziamo sotto forma di immagini, come fosse un mangiare con gli occhi) e torno poi a quello che sembra fermo ma che a livello atomico si muove. Finisco con il gusto della vita che chissà chi o che cosa ha provato con noi (piccoli esseri dentro al suo apparato digerente).

    grazie sergente, i numeri non sono mai di troppo!!

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | febbraio 24, 2008 | Rispondi

  5. mariobianco, te la sei cercata.

    Commento di sgt.Pepper | febbraio 24, 2008 | Rispondi

  6. 😛

    inoltre il “surrending” di Elio Copetti ci sta bene in tanti sensi, non ultimo che sembra anche qualcuno appoggiato al vetro di una finestra che cerca di guardare fuori. L’apparenza delle cose e dei gesti.

    Commento di forzaelettromotrice | febbraio 24, 2008 | Rispondi

  7. ancora sul quadro di Elio: è come se la figura procedesse a tentoni nella nebbia o come accecato dalla luce si fermasse di colpo, arreso. Senza pelle. Un uomo trasparente a tutti tranne che a se stesso. Mi sento anch’io così, con le “mani in alto” quando cerco di entrare nel mio rapporto con il mondo dei sensi.

    Chissà se Elio ha il tempo di dirmi invece che cosa lo ha spinto a creare questo quadro (ehi! Se non vuoi, non importa!!). Tra l’altro la mia svampitezza non mi fa ricordare da quale post del suo blog io abbia salvato l’immagine (che di sicuro c’entrava!!)

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | febbraio 24, 2008 | Rispondi

  8. i miei complimenti!
    😉

    Commento di Carla | febbraio 24, 2008 | Rispondi

  9. Dite quello che volete ma x me è un fotogramma del film Terminator

    Commento di sgt.Pepper | febbraio 24, 2008 | Rispondi

  10. Io ora sono contento perché mi hai guidato nel decifrare i sensi ed i modi.

    Però l’immagine di Elio Coppetti con che tecnica è stata eseguita, è forse un’immagine digitale costruita con un programma grafico?
    Io sto diventando matto con Google Sketch, con cui cerco di realizzare il progetto di una mia scultura, orca, sono disperato.

    Commento di mariobianco | febbraio 24, 2008 | Rispondi

  11. Per delle sculture è utile uno dei tanti prg di rendering 3D, che permettono anche la rotazione sui 3 assi. Ce ne sono free tipo Bryce 5.5. Se ti vuoi allargare, ci sono dei prg che trasmettono i dati ad una macchina utensile, tipica una fresa, a controllo numerico e ti ritrovi la statua belle che fatta, quasi.
    Questi prg sono relativamente semplici da usare (io ho provato Rhinoceros), ma cavarci qualcosa di decoroso è un’altra storia.

    Commento di sgt.Pepper | febbraio 25, 2008 | Rispondi

  12. Davvero interessanti le tue considerazione riguardo la pericolosità delle sensate esperienze, cara Fem. I versi corredati delle tue note acquistano valore e poi, calzantissima (e inquietantissima)la metafora di noi che guardiamo uno schermo dando le spalle alla vera realtà. Ma viene da pensare ad Aldous Huxley, a come egli convintamente attribuisca grande potere di conoscenza a quelle che notoriamente egli chiama “le porte della percezione”, ovvero ancora i nostri sensi.

    Commento di metrovampe | febbraio 25, 2008 | Rispondi

  13. Arrrghh!! Terribile, non si tratta di Aldous Huxley ma di Albert Hofmann. Scusatemi un pò…

    Commento di metrovampe | febbraio 25, 2008 | Rispondi

  14. Moltissime grazie, Sergente!!!
    Seguirò i consigli tuoi egregi!!

    Commento di mariobianco | febbraio 25, 2008 | Rispondi

  15. – la siepe della seconda strofa è quella dell’infinito leopardiano? Non si è mai saputo se quella siepe profumasse. Il pitosforo lo fa, il bosso meno.
    – Il passaggio dall’atomo ai sensi viene naturale? Nel senso: a me no, ma forse c’è un atomismo che è sensoriale.
    – In epigrafe a un disco di Zucchero: «A volte la migliore musica è il silenzio». Ascoltandola mi venne in mente che è una parte del disco destinata a piacere a chi non ama Zucchero.
    – La percezione è la prediletta arena inter- e metadisciplinare per artisti e scienziati. Normalmente la percezione “boccia” l’intelletto, o meglio ne viene bocciata.

    Commento di efialte | febbraio 25, 2008 | Rispondi

  16. Di certo la vista, lo ‘spectaculum’ nel fondo dei nostri occhi, arriva rovesciato. Da quando nasciamo vediamo cose rovesciate che il nostro cervello raddrizza.

    una reflex di perspex mentre gusto il mio tex-mex
    perso – recklessness – col mio “Tex”.

    Commento di efialte | febbraio 25, 2008 | Rispondi

  17. fem sta combattendo col suo computer che le si è rivoltato contro

    Commento di sgt.Pepper | febbraio 26, 2008 | Rispondi

  18. no no Pepper, il tuo sesto senso ti ha portato fuori strada!! Sto solo combattendo con il tempo! (nel senso che lo spreco oziando)

    passo più tardi

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | febbraio 26, 2008 | Rispondi

  19. è il tempo meglio speso. vado ad immergermi nella nebbia.

    Commento di sgt.Pepper | febbraio 26, 2008 | Rispondi

  20. è come dice efialte: pure io ho un albero rovesciato negli occhi. anzi, due ovviamente. un ligustro e una robinia.

    (ah, che male le robinie negli occhi)

    fem, questa poesia è. va bene, adesso silenzio. sì.

    (ho riririaperto i commenti. mi sento come la donna delle pulizie che apre e chiude le imposte a seconda se il pavimento deve asciugarsi. a seconda)

    Commento di amelia | febbraio 26, 2008 | Rispondi

  21. Eccomi qui, donna sull’orlo di una crisi di nervi a dirvi che:

    @Carl@: grazie, sei sempre troppo buona

    @metrovampe: sì è vero il potere della conoscenza sensoriale, ma i sensi di Hoffman erano alterati o “aiutati” da allucinogeni (però non ho letto nulla di lui, purtroppo, quindi parlo per sentito dire, mea culpa). Così i sensi “nudi e crudi” ingannano per quanto riguarda ad esempio la comprensione fisica della materia, anche se aiutano la sopravivenza della specie.
    Guarda che su google ho trovato che, copio e incollo: “Storia del chimico Albert Hoffmann e della scoperta dell’LSD. … che Aldous Huxley, un decennio più tardi, avrebbe chiamato la porta della percezione…” quindi il tuo lapsus era pertinente! Di Huxley ho letto “Giallo cromo” (annata 1921) ed è niente male, niente male!!

    @efialte: le siepi basse profumano, sono la mia madeleine olfattiva, sapessi, sapessi… e sì, l’infinitamente infimo nel vuoto atomico dei sassetti della ghiaia mi ha portata per osmosi al silenzio della siepe oltre la quale il Nostro spalancò l’infinito e quant’altro.
    Pitosforo e bosso non so, ma da queste parti il bossi lascia un odorino alquanto sgradevole.
    La percezione questa meta-arena fra le discipline, è vero! L’intelletto però è legato a doppio filo con essa, non so se si può permettere di bocciarla… sono gli strumenti di misura accompagnati da un punto di vista molto spesso contro-intuitivo che sprigionano quel quid che porta a scoperte strane e sospettose, ma non ancora falsificate, quindi abbastanza attendibili per ora!
    Riguardo al tuo commento n. 6 mi complimento per come la variabile x si fonde fra le parole!! Ma il tuo Tex è il fumetto o è il maledetto LaTex (che si legge “Latec”)??
    Altra cosa: il nostro cervello “raddrizza” l’input? Non mi risulta, ma potrei sbagliarmi… secondo me si è configurato così dalla nascita e la roba ci resta storta così com’è. Conoscevo una ragazza che aveva subito alcune operazioni e che per camminare doveva “pensare di andare indietro”, ma dopo un po’ si era abituata e le sembrava molto naturale.

    @meli@ ciao e grazie anche a te! Io nell’occhio ho la classica trave, ma lo faccio apposta!! Passerò allora da te senza bussare!!

    dulcis infine: @mariobianco+sergentePepper che prg di rendering andate tramando?? Rendiate comprensibile anche a me, please, mandatemi un’equazione nonlineare, una formuletta con il quadrato della distanza, un epsilon 5.5…

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | febbraio 27, 2008 | Rispondi

  22. son prg che servono per rendere un mutuo al tasso del 5.5%
    >
    Per la visone: non ho ancora capito perchè lo specchio rovescia la destra con la sinistra ma non l’alto col basso.

    Commento di sgt.Pepper | febbraio 27, 2008 | Rispondi

  23. Echeccazzo, oggi oltre ad aver mal d’estomago, m’encazzai pure che scaricai pure ‘sto Bryce 5,5, per la deuxieme fois, porcufaus,
    e chisto fetente no se volea aprire,
    per cui m’attaccai a n’altro coso/piccolo ca se appella easy/cad/Iris, ma è ‘na mezza schifezza,
    per cui desperado y sconsolado como perro merdoso,
    me ne recai in studio mio ove provai soddisfazione a pasticciare co le mani, a tagliare, a deformare, a incollare del polietilene espanso, ed a rivestirlo co carta kraft incollata con colla da tappezziere rafforzata.
    Esta es la dura vida del artista cojon.
    E il il mal d’istomaco non mi passò, però,
    ( credo) causa pesce scorfano congelato che cucinai io stesso con soddisfazione de mogliera mia, ecco, la qual per fortuna sta ben.

    Commento di mariobianco | febbraio 27, 2008 | Rispondi

  24. io uso l’Alka Seltzer

    Commento di sgt.Pepper | febbraio 28, 2008 | Rispondi

  25. io presi, caro Sergente, Brioschi in polvere poi anice forte,
    poi cenai assai leggiero, leggerissimo,
    grazie

    Commento di mariobianco | febbraio 28, 2008 | Rispondi

  26. Ciao Fem, difficile dire cosa mi abbia spinto, sperimentavo, poi come sempre succede che una cosa suggerisce l’altra, fino a che si pensa: “vabbé, salviamola”. Comunque l’immagine non deriva da modelli 3d, si tratta invece di un veloce schizzo “a mano” usando una tavoletta Wacom. Sperimentavo quella tecnica in cui si spennella in una zona prendendo il materiale da stendere da un’altra parte dell’immagine (o addirittura da un’altra immagine, non ricordo bene) da cui quell’effetto composito. Ne avevo tratto altre tre o quattro figure, prima di passare oltre.

    Commento di elio | febbraio 28, 2008 | Rispondi

  27. e una teiera Elio? È mai finita sulla tua tavoletta Wacom??? Mai ci finirà??? 🙂

    anche Mario, te tu mi devi rispondere al post della teiera, ma non con le parole, con i FATTI!!
    ti leggo anche nei ritrovamenti maestosi dei cartografi e mi rido talmente che poi le energie sono esauste come me e mi rimetto a leggere di nuovo e così il corto circuito altro che corto, diventa lunghissimo, io questa volta sghignazzo proprio da non poterne più e clicco sulla x lì in alto, altrimenti muoio.

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | febbraio 28, 2008 | Rispondi

  28. Sergente: per la questione dello specchio, guardatè_cchecaso c’è qui il link alla spiegazione, scritta proprio da me medesima (quando ai tempi mi divertii con il Pedro e la Simona a scrivere la rubrica “Come, perché, è vero che”): http://erewhon.ticonuno.it/riv/speciali/domande/perche/perche6.htm#a

    Commento di forzaelettromotrice | febbraio 28, 2008 | Rispondi

  29. Visto che ti divertivi a rispondere a domande, apparentemente, banali, Fem ho un problema; credo che il gasista mi freghi col contatore. Cerco un sistema per verificare la misura senza spendere un capitale. Ho pensato di usare una damigiana del vino capovolta, riempiendola + volte, ma come faccio a sapere quando è piena senza usare un cerino? Non farmi saltare per aria.
    grazie x 5

    Commento di sgt.Pepper | febbraio 29, 2008 | Rispondi

  30. ti rispondo domani che qui ci vuole l’ingegneria iperuranica delle vigne con il Pier in automatico. ah no, ho la soluzione così di getto: per sapere se è piena, basta chiederglielo…….. ‘so ‘ntelliggente eh? 🙂

    Commento di forzaelettromotrice | febbraio 29, 2008 | Rispondi

  31. damigiana piena (di metano), moglie ubriaca.

    Commento di sgt.Pepper | marzo 1, 2008 | Rispondi

  32. AMELIA cosa non si fa per te… ho aperto un blog su splinder, si chiama fembis: http://fembis.splinder.com/

    però per entrare nel tuo giardino ho bisogno dell’invito…

    en attendant, anelo e soffro.

    baci

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | marzo 1, 2008 | Rispondi


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