fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

Il triforme corpo di Cristo

trisezione.jpg

Una storia del secolo IX
di Andrea Blasina (Efialte)

Pascasio Radberto e Ratramno, abate l’uno e monaco l’altro, non sono personaggi umbratili nella storia della prima metà del IX secolo, ma letteralmente dei protagonisti della «prima grande controversia eucaristica della storia» – così Stanislao Fioramonti nel libro che fa da guida in questa ricerca, vale a dire la sua edizione del De sacro altaris mysterio di Innocenzo III. Figure così importanti, Pascasio Radberto e Ratramno, da avere entrambi sostenitori e detrattori (avversario di Pascasio fu il monaco Gottescalco di Orbais, condannato al carcere per la sua teoria della duplice predestinazione al Paradiso o all’Inferno, che proprio dal carcere scrisse contro Pascasio); ebbero perfino due precursori nelle figure di Amalario di Metz e Floro di Lione, che qualche anno prima ebbero una singolare disputa che Fioramonti definisce appunto «un anticipo». Di Amalario e di Floro si tratta qui. La carriera di Amalario di Metz: alunno di Alcuino ad Aquisgrana, metropolita di Treviri, ambasciatore di Carlo Magno a Costantinopoli, e finalmente «coepiscopo» di Metz, in Lorena. Uomo di potere e di dottrina, Amalario scrisse nell’820 un Liber officialis (o De ecclesiasticis officiis), opera ponderosa – di 580 pagine l’edizione del 1948 a cura di Jean-Michael Hassens – che spiegava allegoricamente tutte le parti della Messa. L’opera dell’820 non suscitò dispute per ben quindici anni, e mi viene da pensare che sia semplicemente rimasta lì dov’era, senza suscitare grandi richieste presso i copisti.
La prima disputa eucaristica della storia, l’anticipo della grande controversia di Pascasio Radberto e Ratramno, ebbe luogo soltanto quindici anni dopo, quando Amalario, lasciata Metz, divenne arcivescovo di Lione al posto di Agobardo, l’anno 835 dopo la nascita di Cristo. E proprio a Lione viveva Floro, che nella disputa si contrappose ad Amalario, e giunse ad accusarlo di eresia: Floro «di Lione» per l’appunto, che della cattedrale di quella cità era arcidiacono.
Questo il tema della contesa lionese: in qualche parte della sua opera Amalario aveva commentato in modo allegorico la frazione dell’ostia in tre parti, dicendo «che le tre parti in cui il celebrante la riduceva rappresentavano il “triforme Corpus Christi”: quello nato da Maria Vergine e risorto, quello rappresentato dal popolo cristiano vivente (il corpo mistico di Gesù) e l’insieme dei fedeli defunti, che è parte del corpo mistico». Fu questa interpretazione a suscitare, nell’835, il ritardato «scalpore» di cui Fioramonti dà notizia.
La disputa tra Amalario di Metz e Floro di Lione ebbe una prima conclusione nell’838, quando Floro nel concilio di Quiercy «ottenne la condanna dei simbolismi di Amalario e della sua teoria sul triforme corpo di Cristo, ottenendo anche dall’imperatore il ritorno di Agobardo alla sede di Lione al posto dell’avversario».
«Ottenendo anche dall’imperatore…» è la frase su cui si può lavorare per ricostruire la seconda versione della storia di Floro e Amalario. Alla notizia della destituzione di Agobardo dall’arcivescovado di Lione, si può immaginare Floro recuperare una copia del Liber officinalis scritto quindici anni prima dal nuovo arcivescovo – l’usurpatore; e poi vedere Floro che la sera, cessati i molti uffici da arcidiacono, scruta il codex alla ricerca di qualcosa di inaccettabile, di sospetto, di scandaloso. Un Cristo triforme dovette sembrare a Floro, più che uno scandalo religioso, un’eccellente opportunità.
Si possono immaginare i tre anni di convivenza fra l’arcivescovo e l’arcidiacono della cattedrale, accusato il primo di eresia dal secondo, e costretto a difendere quella breve sezione del suo monumentale opus, a farsi paladino di un’esile struttura retorica, di una cosa che avrebbe preferito non avere scritto, e che avrebbe volentieri cancellato piuttosto che abiurarla. Alla fine Floro l’ebbe vinta, e Amalario modificò la sua posizione. Nota curiosamente Fioramonti: «Ma le accuse contro Amalario erano ingiuste, tanto che la sua espressione sul triforme corpo di Cristo verrà ripresa dagli scolastici successivi». Dal carcere, pochi anni più tardi, Gottescalco di Orbais continuerà a lottare contro l’ecessivo realismo della visione di Pascasio: è invece lecito pensare che a Floro di Lione, riportato sul suo posto il suo arcivescovo Agobardo, poco altro importasse.

(in figura: trisezione dell’angolo con il metodo della Concoide di Nicomede)

Annunci

gennaio 13, 2008 - Posted by | forme, sconfinamenti, scritte, Special Guest Efialte

26 commenti »

  1. Il corpo triforme di Cristo per mera assonanza mi ha fatto pensare al problema della trisezione dell’angolo. Ho scelto il metodo della concoide di Nicomede (è la curva colorata in rosso), perché concoide significa “conchiglia” in greco e la mia mente ha fatto un altro salto quantico verso la conchiglia simbolo dei pellegrini che andavano a Santiago de Compostela.

    Ho pensato anche all’abiura di Galileo, ovviamente! E anche ai boicottaggi nostrani accademici e non… e a tutte le dispute che amareggiarono Boltzmann, Cantor, Turing…

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 13, 2008 | Rispondi

  2. Capperi, ma quì si può trarre un romanzo alla Dan Brown.

    Commento di sgt.Pepper | gennaio 13, 2008 | Rispondi

  3. Sono onorato dell’ospitalità di fem: è possibile che efialte, il collettivo che si esprime in un blog di cui sono l’eponimo, prosegua i suoi lavori mitopoietici proprio lavorando sull’ “Ordo Missae”. Con un gruppo che non si chiamava efialte producemmo nel 2003 “MIN-Minotauro”, uno spettacolo da Ovidio, Catullo, Plutarco, che mise in scena un minotauro che aveva maschere e movenze della maschera del “boe” di Ottana, arcaico tipo teriologico che Vinicio Capossela uso, anni dopo, per il suo minotauro scenico. andrea-efi curioso del postato minotauro veronese.

    Commento di efialte | gennaio 13, 2008 | Rispondi

  4. Sto sedimentando materiale e letture sull’argomento (devo ancora reperire il Minotauro della Yourcenar)… avete un video di MIN-Minotauro??
    In rete avevo trovato anche questo spettacolo , lo conosci?

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 13, 2008 | Rispondi

  5. MIN spettacolo è accompagnato da un microshow video con interventi di storici dell’arte (su Picasso, il toro e il minotauro), storici della letteratura greca (nome e funzione di Minosse), lettori (sul minotauro di Dante – corpo di toro e testa d’uomo – e quello di Borges), psichiatri (la simbologia del mito), antropologi (il boe muliake, figura dell’antropologia della Sardegna centrale), artigiani (il maestro che realizza dal legno di pero le maschere dei ‘boes’ di Ottana). Ho naturalmente sia il dvd di MIN che questi contributi.; il primo non riesco a metterlo su youtube, i secondi sì (non ho però le liberatorie). Ora ci penso.
    Del Minotauro della Yourcenar non ho ricordo. Ce n’è uno torbido, di minotauro, in un libro di Sellerio del 2000 che si chiama «famiglie di notte», scritto da Paolo Puppa.

    Come spesso a casa di fem, i commenti a un post si trovano in un altro post… credo sia definibile «legge dello s-postamento».

    Commento di efialte | gennaio 13, 2008 | Rispondi

  6. Me sento orridamnte destabilizzato in tutto e per tutto,
    e triformemente diviso anzi tagliato a fette,
    tanto che il mio cor se spezza in segmenti
    quindi in semirette, fratti e tangenti,
    obnubilato dal codex sunnominato,
    me consumo come sorbetto sull’igne cacciato,
    mi sia consetito un cordiale
    dalla coquille de Saint Jacques,
    che me sento molto male,

    anzi due o tre cognacchini
    grazie
    Mario :-((

    Commento di cf05103025 | gennaio 13, 2008 | Rispondi

  7. mai lasciar soli fem e efialte

    Commento di sgt.Pepper | gennaio 14, 2008 | Rispondi

  8. EfiAndre grazie per le informazioni, spero venga presto il tempo e l’occasione per farne tesoro.

    Mario cordiale,
    una varietà minimale
    di differenze finite
    svetta fra le curve
    senza punti o turbe
    ricopia a mano la pergamena
    stampa al computer forme impedite
    torce su spigoli ciò che arena
    chi fa per sé, per tre si dimena.

    Sergente, ti va di prepararci un software all’arancia, come quelli che sai fare tu?? 🙂

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 15, 2008 | Rispondi

  9. mi vengon meglio i software alla Bloody Mary, ma parliamone.

    Commento di sgt.Pepper | gennaio 15, 2008 | Rispondi

  10. ottimo! Pepe nero o pepe di Caienna??

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 15, 2008 | Rispondi

  11. entrambi i due, ma macinati al momento

    Commento di sgt.Pepper | gennaio 15, 2008 | Rispondi

  12. programma per la prossima festa del bolg:

    Pepper’s drink
    biscotti d’Efialte
    kraphen di Guido
    dolci note da Carla
    macedonia di fem
    luci da metrovampe
    ghiaccio da Stefano Colosso
    cocktail alla FK
    olive da Betty
    fotografia di Elio
    sottotitoli di Harz
    musiche di Andrea Donati
    tubi di Mario

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 15, 2008 | Rispondi

  13. ti preparo anche un rap in 5/4 delle vs poesie (?) e lo facciamo eseguire a A.D., cello e bassoon.

    Commento di sgt.Pepper | gennaio 15, 2008 | Rispondi

  14. io suono il didgeridoo

    Commento di sgt.Pepper | gennaio 15, 2008 | Rispondi

  15. vada per il rap! 5/4, perfetto!

    il didgeridoo mi fa venire in mente il mio amico Fabio che lo suonò a casa mia durante un’eclissi di sole (ma che da Milano si vide poco o niente!).

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 15, 2008 | Rispondi

  16. e a me hai ricordato Total Eclipse of
    The Heart
    (bonnie tyler). Che voce!

    Commento di sgt.Pepper | gennaio 16, 2008 | Rispondi

  17. È un programmone. Il rap mi sta interessando, pensavo a una gara di improvvisazione su messenger in una eletta conference di fem-amici. Sarebbe il web 3.0, temo.
    Che bel menu (ma le olive come sono?)

    Commento di efialte | gennaio 16, 2008 | Rispondi

  18. efialte, potresti fare il cantante.

    Commento di sgt.Pepper | gennaio 16, 2008 | Rispondi

  19. Sulla voce di Bonnie Tyler nulla da dire (è la Rod Stewart delle donne). E’ il video della prof vampira che mi lascia un po’ perplessa!!! mah…

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 16, 2008 | Rispondi

  20. le olive sono verdi

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 16, 2008 | Rispondi

  21. Oops, il video l’ho segnalato ma ne ho guardato solo i primi secs. sorry prof.

    Commento di sgt.Pepper | gennaio 17, 2008 | Rispondi

  22. scuse accettate.
    La nota sul registro però rimane 😉

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 17, 2008 | Rispondi

  23. Ti porto una mela

    Commento di sgt.Pepper | gennaio 17, 2008 | Rispondi

  24. ma dici come le arance in prigione? 😀

    Commento di efialte | gennaio 17, 2008 | Rispondi

  25. Il sergente offre una mela alla prof. mia consorte.
    Elaboro l’attacco di gelosia ricordando che mele e insegnanti compaiono, uniti e dissorti, in «Piccola mela» di Francesco De Gregori. In un “manuale di chitarra folk” che avrei giurato fosse qui pochi minuti fa è detto che piccola mela, nella sua struttura, discende da quei canti a chitarra della tradizione sarda che giustappongono due motivi narrativi assolutamente diversi (i muttos, forse). Così la mela e la figlia del dottore, la quercia più vecchia e tutti i libri di Omero, sono storie diverse che, messe vicino, gettano polloni e rizomatici ponti – non, beninteso, nella canzone, ma solo nell’ascoltatore, evidentemente chiamato a essere parte creativa del processo artistico.

    Se non avessi la carità, sarei solo un cembalo che risuona. Forse avrei un futuro nel jazz.

    Commento di efialte | gennaio 17, 2008 | Rispondi

  26. succede che ascoltiamo “piccola mela” quando stiamo viaggiando d’estate e lui mi guarda e ride perché in effetti mio padre è dottore!!! E’ una canzone che ho nel cuore da anni e saperla discendente da nobili canti sardi me la fa amare ancora di più!!

    Il mio rilevatore di eccesso di romanticismo si è acceso, allora per riportare il sistema in asse vi dico che invece a me la mela aveva fatto pensare al suicidio di Turing…

    olive arance mele e filastrocche mi portano a “fragola limone arancia mandarino” la cantilena della conta di quando ero bambina: quando finiva su di te facevi la penitenza delle 5 dita “dire fare baciare lettera testamento”. Il testamento è terribile: ti scrivono sulla schiena un sacco di cose e poi timbrano!! C’era un libro sui giochi perduti, non ce l’ho, quindi non ho avuto occasione di perderlo o smarrirlo… scommetto che Efi lo sta cercando in casa sua…

    buona jam session a tutti

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 17, 2008 | Rispondi


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: