fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

Verità e caricatura

       A tavolino, lo scrittore lavorò per un’ora. Alla fine scrisse un libro che chiamò Il libro delle caricature. Non fu mai pubblicato, ma io lo vidi una volta e ne ebbi un’impressione incancellabile. C’era nel libro un pensiero centrale, molto singolare, che mi è sempre rimasto in mente. Quel pensiero mi ha permesso di capire molte persone e molte cose che prima non ero mai riuscito a capire. Il pensiero, naturalmente, non era espresso, ma una semplice esposizione di esso suonerebbe press’a poco così:

     In principio, quando il mondo era giovane, c’erano molti pensieri ma non esisteva nulla di simile a una verità. Le verità le fabbricò l’uomo, e ogni verità fu composta da un grande numero di pensieri imprecisi. Così in tutto il mondo ci furono verità. Ed erano meravigliose.

     Il vecchio aveva elencato nel suo libro centinaia di verità. Io non cercherò di riferirvele tutte. C’erano la verità della verginità e la verità della passione, la verità della ricchezza e quella della povertà, della modestia e dello sperpero, dell’indifferenza e dell’entusiasmo. Centinaia e centinaia erano le verità, ed erano tutte meravigliose. Poi veniva la gente. Ognuno appena compariva, si gettava su una delle verità e se ne impadroniva; alcuni, molto forti, arrivavano a possederne una dozzina contemporaneamente.

     Erano le verità che trasformavano la gente in caricature grottesche. Il vecchio aveva una sua complessa teoria a questo proposito. Era sua opinione che quando qualcuno s’impadroniva di una verità, e diceva che quella era la sua verità e si sforzava di vivere secondo essa, allora costui si trasformava in una caricatura, e la verità che egli abbracciava, in una menzogna.

SHERWOOD ANDERSON “Racconti dell’Ohio”

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gennaio 11, 2008 - Posted by | 1, scritte

16 commenti »

  1. Tutto molto vero.
    Ops.

    Commento di Caminadella | gennaio 11, 2008 | Rispondi

  2. Mi pare geniale, e assolutamente scientifico.
    Il racconto che parla di un libro non scritto è magistrale.
    Saluti di mattina.

    Commento di efialte | gennaio 11, 2008 | Rispondi

  3. In Ohio d’inverno fa un freddo barbino, specie a Cleveland.

    Commento di sgt.Pepper | gennaio 11, 2008 | Rispondi

  4. Nicola, hai colpito nel segno! Quello che mi interessava (fra le altre cose) è appunto questo paradosso!! Anche se, come mi sembra suggerisse Anderson, non tutti i pensieri devono per forza diventare verità. Insomma, come se si potesse sognare una possibilità per la quale un pensiero resta tale, resta un’osservazione sul mondo (a volte vera e a volta falsa) senza pretendere valori di verità universali. Forse è il senso di assoluto a creare le caricature. Basterebbe il senso del limite ad avvicinare l’osservatore e l’osservato (il pensatore al pensato).
    (penso alle affermazioni della scienza, che valgono quasi sempre solo in determinati campi e sempre fino a prova contraria, Popper insegna!)
    [non credo che quello che ho scritto abbia nulla a che fare con il “pensiero debole”, bho? C’è qualche filosofo in giro??]

    Fin da bambina mi interessavano gli aspetti paradossali del mondo. Ricordo una barzelletta (quella del cinese…) che era in realtà una meta-barzelletta. E ricordo un libro di cartone per bimbi molto piccoli, che in una pagina aveva un signore visto di fronte e nel retro della pagina, lo stesso signore visto di spalle. In realtà i signori erano due, un certo signor Ivo e un altro forse Tono. Diceva pressappoco così: “Il signor Ivo sembra buono” (e infatti aveva un bel sorriso) e nella pagina dietro “ma è cattivo” (infatti dietro alle spalle teneva fra le mani un bastone) e “Il signor Tono che par cattivo” (espressione truce) “invece è buono” (dietro le spalle aveva dei fiori). Ho purtroppo perso o regalato quel libretto, ma mi è rimasto impresso per molti anni. Insomma, è il discorso delle apparenze, ecc. ecc.

    Anche Efi ha visto l’aspetto “scientifico” del brano…

    Oahio! Pepper, mi hai punto dal freddo… brr

    buon sabato

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 12, 2008 | Rispondi

  5. Quando scrivi «il senso del limite» fai venire in mente il concetto geometrico-matematico di limite, che è l’inesauribile fonte di molti racconti non scritti. La storia è peraltro piena di personaggi che non conoscono il limite, come Alcibiade (se fosse un peccato dantesco si chiamerebbe acrasìa).
    Fra i due, il signor Ivo credo abbia avuto la meglio.
    Che i libri siano libri, e non supporti per lettere, è un aspetto trascurato dall’editoria non-per-bambini. L’unica cosa che mi viene in mente è “La storia infinita” di Ende, con i caratteri mezzo blu mezzo bordeaux, e la storia del libro che prevede che si stia leggendo il libro.

    Commento di efialte | gennaio 12, 2008 | Rispondi

  6. E la barzelletta del cinese com’è?

    Commento di sgt.Pepper | gennaio 12, 2008 | Rispondi

  7. Non so da quanto tempo è che non sentivo più nominare l’egregio Anderson.

    Però, debbo dire, ad onor del vero, che il Vecchio io l’ho conosciuto: abitava in una “ciaburna” schifosa in una specie di steppa, e spargeva di fogliacci di carta pecora la sua immonda abitazione: sono entrato per scaldarmi perchè teneva un fuoco perennemente acceso in un braciere.
    Con la scusa di una sigaretta ed un grappino della mia fiaschetta riuscii a fregargli un foglio, senza che se ne accorgesse. Lui stava li accucciato su uno sgabello, scriveva e ridacchiava, intanto attizzava il fuoco con le pergamene scritte il giorno prima.

    Quando fui fuori, alla luce di un lanternino, dispiegai la pagina, ci stava scritto:
    Adesso buttala, tanto non serve neanche per pulirsi il culo, ché è dura e rigida….

    Commento di cf05103025 | gennaio 12, 2008 | Rispondi

  8. @Mario: il vecchio rideva perchè si era accorto benissimo del foglio che gli avevi preso!! Forse lo aveva messo lì apposta per vedere se ci cascavi…

    mi viene in mente uno scherzo che avevano fatto una volta due miei amici nell’atrio del Dipartimeno di Fisica di Via Celoria a Milano, avevano messo un cartello con scritto “Attenti alla testa!” e contemporaneamente qualcosa per terra, così tutti inciampavano!!! Che sciemi neh?

    @Peppel se tu avele pazienza, io laccontale. Tu avele pazienza??

    ragassi, il mio bolg l’è propri come me, vi sto trascinando in uno stato di sciemensa acuta, nonostante provi a fare la seria (inzomma ‘sto post su Anderson non era così poco intellettuale, però…) alla fine tutto degenera.

    Guardate che in contemporanea su questi stessi schermi c’è il Binaghi che scrive cose serie sulla Forma, c’è Elio Copetti che come suo solito pensa e posta alla grande, c’è Francesco Pecoraro / tash che manco a dirlo, lo sappiamo. Poi non oso pensare che succede dai cartographes (che sia il caso di farci un salto? Fatto: che bello, si consiglia un libro fou e poi c’è una sfilza di commenti a un post sui commenti che è very demenzial, mi consolo! Ubi major…). Mizar-Alcor tace perché è in visita virtuale. Da Francesco Marotta c’è poesia (e che poesia), e manco a dirlo anche da FK… e da Metrovampe l’ultima poesia si impara a memoria per necessità (almeno, a me sembra splendida!). Remo Bassini con Barbara x, Daniele Gouhier nel suo mito erdossico avanza con acume, Stefano Calosso non scherza per nulla, Betty pure…

    Il mio lamento iniziale sulla leggerezza trop scemy del mio glob si è trasformato in un elogio dei blog, ma guarda che bella lista che salta fuori e non ho citato un sacco di altri, tipo NI (sic!) o Harz (Big face!!! Peccato che poi il video “is no longer available”…). E allora, de che me stavo a lamentà? Bho? Chisse_recorda e chisse_rilegge a quest’ora. E a proposito, che ora è? Perché queso bolg si rifiuta di obbedire ai miei comandi da tasto? E’ un bolg senza taste (inteso come gusto). Bolg, ascoltami, volemossebene, fai apparire l’ora, dai… guarda che te stacco la corrente…

    Ma fra un po’ posto anch’io, indovinate un po’ chi?? Basti solo questo: “prima grande controversia eucaristica della storia” eh eh eh

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 12, 2008 | Rispondi

  9. Una verità scappata dal concerto diventa un’eresia, e chi se ne innamora una caricatura d’uomo. In questa storia così bella io ci vedo un inno alla totalità, lo splendore dell’Uno che c’è in ogni forma in quanto tale. Credo che su questo nessuno abbia detto meglio di Plotino.

    Commento di vbinaghi | gennaio 12, 2008 | Rispondi

  10. cioè nel senso che c’è un’Unica Verità??

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 12, 2008 | Rispondi

  11. Nel senso che la Verità è il concerto.

    Commento di vbinaghi | gennaio 13, 2008 | Rispondi

  12. Beato chi ha l’orecchio Assoluto 😉

    Commento di forzaelettromotrice | gennaio 13, 2008 | Rispondi

  13. Ho fatto un post su questo.

    Commento di vbinaghi | gennaio 13, 2008 | Rispondi

  14. fem, mi permetti di postare questo brano – che mi sono stampata ad imperitura memoria amen – su il mio blog del coniglio? non quello principale, quello di harveyz.splinder.com.

    fammi sapere. grazie.

    Commento di amelia | febbraio 2, 2008 | Rispondi

  15. ma certo Amelia!

    adesso però sono in guerra contro il mio bolg che si rifiuta di far apparire i link ai tuoi blog. Devo recuperare armi debite, ma sono determinata! grrr

    Commento di forzaelettromotrice | febbraio 2, 2008 | Rispondi

  16. qui c’è l’immagine giusta per questo testo (è di Amelia):

    http://www.splinder.com/mediablog/harveyz/media/15876251

    Commento di forzaelettromotrice | febbraio 9, 2008 | Rispondi


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