fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

La morte in fila

(da “Poesie insopportabili”)
di Francesca E. Magni

ditticodellemeraviglie_.jpg
(Luciano Ventrone: “Dittico delle meraviglie” olio su tela, 2006)

 

Si dà non si toglie

ti prende, soprende, coglie

falcia impera vince

non vince convince, eterna

certa tradisce libera arriva

prematura colpisce puzza

nera bianca festa lutto

fiori opere soglia porta

confine fine inizio perdita

danza cena bussa gioca sfida dadi scacco

sorride di ossa vestita

di terra nutrita

di cenere soffiata

lapidi urne musei

odi carmina nenie

decisa imposta risposta

nego rifiuto affermo elenco

nella piazza brucia

sui giornali la faccia

nei filmati nei libelli

a teatro a letto in cucina

pillole pistole corde lame

mani scarpacce

pugni strangolata

bambini vecchi

televisione, autostrade

improvvisa annunciata

preparata apparente cerebrale entropica

Omicidio suicidio genocidio

guerre fame clima geologia

acqua frane ondame

tegola scossa caduta

mia tua sua loro

lontani vicini antichi e moderni

musica inni requiem

religione anarchia politica

mausolei imbalsama mummie

croci bandiere, date di

anniversario da

telegramma necrologio

negozio di bare

notaio erede legittima

orfano vedova lacrima

malattie degenerativa

incurabili

degenza a spirale

Buzzati e i sette piani

stacca la spina, in tribunale

libero arbitrio

dispera impera domina

vive di questo.

 

dimenticavo:

l’oblio, la strage, il killer

la memoria la giustizia

il giustiziere

la mancanza il vuoto l’assenza

le presenze il corpo le anime

lo spirito il nulla

o non essere (che non è)

l’altro mondo il giudizio

il passaggio la fine.

Le ultime volontà

l’estrema, l’atto, l’attimo

il dopo, il prima

la salma la cena

la notte di veglia

i drappi i cartelli la fascia

l’annuncio rinuncio

cavalco scavalco

inciampa s’azzoppa

il tappo al buco

dietro i doppi vetri

s’appanna in panne.

La strada e l’isola

dei morti caduti mancati

dispersi spenti

sui tavoli al freddo

sezione di cuore

analisi, l’orario

il calendario

i Santi, onomastico martiri immolati

mattini di cumuli

di fosse comuni

il fiume dell’inferno

il limbo abolito

e l’erba cattiva che non

e mi sento morire, t’ammazzo

morituri te, li tua, vita mea.

Questa lista

che non muore mai

sentore di rap, finchè son vivo

non penso, rimescolo

macedonia acida

rancida l’aria che soffoca

il cuscino, la fodera.

Si vince si perde

a’ livella, Orfeo

Proserpina figlia diletta

irreparabile ciclo di inverni

non ci sono più le mezze

misure

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dicembre 3, 2007 - Posted by | scritte

32 commenti »

  1. bello! ciao, Fem!

    Franz

    Commento di lapoesiaelospirito | dicembre 3, 2007 | Rispondi

  2. e moh ke le dico alla fem?

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 3, 2007 | Rispondi

  3. stattento ke ki kommenta male, muore… 😉

    grazie Franz!!

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 3, 2007 | Rispondi

  4. Mmmh, simpatica

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 3, 2007 | Rispondi

  5. ne te preocupe, rischi poco, che il voltaggio è minimo, infatti vado a dormì.

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 3, 2007 | Rispondi

  6. intanto mi collego a terra.

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  7. guarda che è peggio! Consiglio scarponi con para isolante.
    (o era una metafora funebre?)

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  8. No, no! Sotto indosso maglia, mutande e collant di rame superconduttore. Così ti saltano i fusibili.

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  9. un giringiro per esorcizzare l’inesorabile linea retta?

    Commento di metrovampe | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  10. linea ad alta tensione.

    sgt: oggi hai qualche elettrone di troppo o sbaglio?? 🙂
    Io i fusibili li ho messi in soffitta da tempo!!

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  11. Eh si. Parlar di morte allunga la vita, dicono.
    Io ho fusibili non li ho mai usati; brucian sempre sul più bello.
    Certo che con l’alta tensione le contromisure si complicano.

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  12. Rileggo: underwear in rame, elettroni in excess e fusibili.
    Ohi, ohi. Io mi riferivo ad una gabbia di Faraday a maglie fitte connessa a terra contro ogni voltaggio che mi vuoi applicare.
    Certo ke adesso mi incuriosisci. Che fusibili hai messo in soffitta, se lecito?

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  13. i tuoi

    pensa a che cosa c’è in cantina…

    ndr: esempio di dialogo telematico con metafora ignota

    tu ci stai capendo alcuna cosa?

    chissà perché adesso mi viene in mente quel mio compagno di liceo che durante le lezioni, dal banco dietro, mi sussurrava “Maagni qui è la moorte che ti parlaa” tutto vero, giuro! secoli fa.

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  14. la gabbia di Faraday aderente diventa un conduttore con tutto il corpo, deinde non funziona, attenz…

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  15. Eh no eh. Tu sei la fisica ma l’elettricista sono io. La corrente passa dove trova minor resistenza. Per non parlar dell’effetto pelle (non confondere, eh 🙂 )
    In cantina tua mi auguro ci sia del buon Gutturnio barricato.

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  16. scusa se ti ho dato del conduttore, non volevo offendere! Fa un certo effetto parlare con un dielettrico 🙂

    ma la radiografia conferma lo stato dei tuoi dipoli? Altrimenti se ti ingabbi rischi, fidati, che se la corrente trova poca resistenza passa, eccome se passa, anche se vicino c’è l’amico rame

    in cantina c’è il prosecco del Solmi (gossip: ho scritto “la morte in fila” quest’estate come unico gesto possibile dopo uno shock. Tornata a casa su Lapoesiaelospirito ho letto per la prima volta una lista del Solmi e la cosa mi ha colpita. Poi ho scoperto che le liste sono un genere abbastanza noto fra gli umanisti. Non certo fra gli inioranti come me!! )

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  17. colonna sonora per questo posto:

    Pablo Casals plays BACH – Suite no 1 for Cello – part 1

    e part 2

    e ancora:

    Mischa Maisky plays Bach – Cello Suite No.5 i-Prelude

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  18. Dopo ‘sta spiega, e una sorvolata a mach 2 sulla lista di r.s., la tua poesia mi sembra più un sortilegio/maleficio scagliato da una witch mentre rimesta il pentolone.
    Il mio bagaglio artistico/letterario si riduce ad una 24 ore, e non mi sogno di entrare nel merito degli argomenti trattati in simili liste, ma, non s’offenda nessuno, l’atmosfera che v’aleggia non si differenzia molto da quella dei blog ke parlan di Kaka (il giocatore di pallone).
    >>
    Appendice: Bach e il violoncellone. Fem, corri subito in cantina a stappare il prosecco!

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  19. niente malefici, solo dovere di cronaca interna.

    finisco di ascoltarmi tutta la suite n. 5 e poi mi involo

    buona notte

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  20. Ancora il 5?! Sogni d’oro.
    night night

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  21. i quinti movimenti delle suite per violoncello di Bach sono le “Galanteries” (Minuets for Suites 1 and 2, Bourrées for 3 and 4, Gavottes for 5 and 6)

    buona gavotta a tout le monde!

    ( anche se la mia tonalità è il re minore: http://www.youtube.com/watch?v=5kwAAES6QEs )

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 4, 2007 | Rispondi

  22. il primo commento del CINQUE dicembre è mio.
    da dire ho soltanto che la morte è un evento impro

    Commento di efialte | dicembre 5, 2007 | Rispondi

  23. E io mi tocco quel ke m’è rimasto.

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 5, 2007 | Rispondi

  24. [ma s’è capito che era una battuta? hmmm, fra me e la scrittura abbiamo divorziato prima di maritarci].

    Commento di efialte | dicembre 5, 2007 | Rispondi

  25. Efialte, il passante ke legge questo blog ci penserà fumati, di prosecco intendo.

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 5, 2007 | Rispondi

  26. il quinto commento del 5 dicembre è mio, però!!
    fem

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 5, 2007 | Rispondi

  27. Stavolta opto per il 7 dic. Viva S. Ambrogio!

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 5, 2007 | Rispondi

  28. parti? 🙂

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 5, 2007 | Rispondi

  29. Spero di no, ma nn decido me. A me basta non girare la chiave della macchina.
    Non la sopporto più, davvero.
    Perchè m’ha rotto il blues, a me (Zucchero)

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 5, 2007 | Rispondi

  30. dopo alcuni giorni di assenza, mi affaccio nel giorno 2 volte 5, e va bene così.

    rifletto su come la parola sia da sempre esercizio/esorcismo contro la morte, e la lista di parole ancor di più, e di come la giaculatoria e il rap possano considerarsi parenti.
    E di come la parola sia fiato, respiro, fino all’ultimo di quella scorta limitata che ci è data, e di come la resurrezione dei morti passa attraverso un alitare su di essi, un soffio vitale… e poi di come il disordine della morte si cerchi di ingabbiarlo nell’ordine del discorso, ma poi davanti ad essa si resta muti, ed il silenzio si impone come la dimensione sua propria: silenzio di tomba.

    C’era due volte il barone Lamberto: la lista più semplice, il nome. E poi il suo opposto, la damnatio memoriae, il silenzio della memoria, interdetta alla parola e divenuta muta.

    va be’, sarà che ieri sono andato a fare visita come dovuto alla salma di una molto anziana e malata vicina di casa appena deceduta, ma incontrare questo post l’ho trovato coincidenza quanto mai opportuna

    Commento di guido | dicembre 10, 2007 | Rispondi

  31. la lista.
    _Il catalogo di Don Giovanni, donne listate (a lutto) contro la morte, donne catalogate e quindi morte, ché il collezionismo è, nel miglior dei casi, vicino al culto delle feci, e alla mortifera aspirazione correlata;
    _Il conto dei baci, mille deinde centum… dein secunda centum nel Veronese (non quello del commento che scriverò aun post del, say, 15 dicembre.
    _dire la morte, come nelle Totentanzen, in quel cupo ‘ballo in fa diesis minore’ di Angelo Branduardi in cui la morte, dimentica di sé nella danza, perde il dominio sul reale: “… e tu del tempo non sei più signora”.

    (Bibliografia: S. Mannuzzu, “Il catalogo”, Einaudi).

    Commento di efialte | dicembre 15, 2007 | Rispondi

  32. collezionisti: non ho letto il libro di Chatwin ma ho visto il film (belissimo!) “Utz” regia di George Sluizer (1991)

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 15, 2007 | Rispondi


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