fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

pancamahapataka

Leggo ne “Il senso del tingo”, le seguenti parole (lingua tulu dell’India ):

pancabhuta i cinque elementi: terra, aria, fuoco, acqua ed etere

pancaloha i cinque metalli primi: oro, argento, rame, ferro e piombo

pancavarna i cinque colori: bianco, nero, rosso, giallo e verde

pancamahapataka i cinque peccati capitali: uccidere un bramano, rubare oro, bere alcol, sedurre la moglie del proprio maestro spirituale, avere a che fare con chiunque abbia commesso tali peccati

pancavadya i cinque principali strumenti musicali: liuto, cembali, tamburo, tromba e oboe. 

Dal calendario del tè (Cina):

Li Chun: inizia la primavera (5 febbraio)

Jingzhe: si svegliano gli insetti (5 marzo)

Qingming: chiaro e luminoso (5 aprile)

Lixia: inizia l’estate (5 maggio)

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dicembre 1, 2007 - Posted by | numeri

11 commenti »

  1. il senso della fisica del tingo non collima con il mio, ma un paio di peccati capitali non me li evito proprio – e sono senza speranza di salvezza perché peccatore impenitente.

    a proposito del 5 maggio (5x5x5esimo giorno dell’anno negli anni non bisestili), come non ricordare questo:

    “Ei fu. Siccome immobile,
    dato il mortal sospiro,
    stette la spoglia immemore
    orba di tanto spiro,
    così percossa, attonita
    la terra al nunzio sta,
    muta pensando all’ultima
    ora dell’uom fatale;
    né sa quando una simile
    orma di pie’ mortale
    la sua cruenta polvere
    a calpestar verrà.
    …”

    Commento di guido | dicembre 1, 2007 | Rispondi

  2. a me lascia così, stupita assai, il quinto peccato! Agli antipodi del cristianesimo anche per chi cristiano non è… ricorda gli intoccabili, inzomma.

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 2, 2007 | Rispondi

  3. infatti il quinto peccato è quello che io pratico per principio, e non ho nessuna intenzione di esserne distolto.
    l’altro mio, che pratico in allegria ma dal quale però potrei emendarmi senza rimpianti, è quello che riguarda l’astinenza dall’alcol; quanto al maestro spirituale, se ne avessi uno, l’avrei scelto scapolo per non essere indotto in tentazione, oro non val la pena di rubarlo e non ho nessuna intenzione di uccidere bramani, quindi per il resto dovrei essere a posto. Con solo 4/5 di virtù, che fine farei?

    Commento di guido | dicembre 2, 2007 | Rispondi

  4. e poi anche il quarto peccato ha una logica tutta sua!! Vale solo per la moglie del capo!! Sedurre tutte le altre mogli non provoca nessuno scandalo!! Quindi il maestro spirituale può sedurre allegramente le mogli di tutti i suoi discepoli!!

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 2, 2007 | Rispondi

  5. Oh bella! Ho sempre pensato che il 5° elemento fosse la Milla Jovovich.

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 2, 2007 | Rispondi

  6. oh bella, il film non l’ho visto… il regista se l’è sposata dopo il film, però, leggo su Wikipedia2000. dopo due anni l’era già tutto finì.
    Chissà com’è dormire per 5000 anni. Normale. L’unica differenza è al risveglio, credo.

    baci

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 2, 2007 | Rispondi

  7. ma insomma questo post continua la serie dei cinque.
    Ricordo che Angelo Branduardi nota che “cinque finora sono le età” (la serie dei numeri).

    Commento di efialte | dicembre 2, 2007 | Rispondi

  8. E tu bel bimbo, bimbo mio dolce,
    dimmi, cosa vuoi che io ti canti?
    Cantami dei numeri la serie,
    sino a che io oggi non la impari.
    Unica è la morte,
    niente altro, niente più…
    due i buoi legati al carro,
    e sono tre le parti del mondo,
    quattro le pietre di Merlino,
    che affilano le spade degli eroi.
    Unica è la morte,
    niente altro, niente più…
    E sul cammino che il tempo fa
    cinque finora sono le età,
    e sono sei le erbe che
    nel calderone il nano mescolerà…
    Sette sono i soli, sette le lune,
    otto sono i fuochi accesi a Maggio,
    attorno alla fontana sono nove
    le fanciulle che danzano alla luna…
    Unica è la morte,
    niente altro, niente più…
    E dieci vascelli sono venuti
    portandoci la guerra da lontano.
    Undici guerrieri sono tornati
    quand’erano in trecento a partire…
    Unica è la morte,
    niente altro, niente più…
    E sul cammino che il tempo fa
    cinque finora sono le età,
    e sono dodici i mesi che
    giorno per giorno, da sempre
    segnando va.
    E dodici ancora sono i segni
    che tu puoi leggere nel cielo,
    guerra tra di loro han dichiarato,
    questa che ti canto sarà la fine.
    Unica è la morte,
    niente altro, niente più…
    Allora la tromba suonerà,
    avremo fuoco e tuono,
    pioggia e vento,
    la serie dei numeri è finita,
    per l’uno sai che non c’è serie:
    Unica è la morte,
    e due i buoi,
    e tre la parti,
    quattro le pietre,
    cinque le età
    e sei le erbe,
    sette sono i soli,
    sette le lune,
    otto sono i fuochi
    e nove le fanciulle,
    ma dieci i vascelli,
    undici i guerrieri,
    dodici i segni,
    dodici i mesi
    e unica la morte,
    da sempre madre del dolore.

    (Efi, ricordati che sei stato tu a darmi l’idea, citando questa canzone, quando in questo mio blog apparirà la mia poesia sulla morte che non so ancora se posterò perchè rischio. La poesia è rischio, lo so. Il rischio minore è di non essere letti. Bisogna decidere se correre il rischio o se correre via di fronte ad esso. Però amo i pareri sinceri anche se negativi, quindi aspettatevi ‘sta poesia, fra un po’…. conto fino a 5? )

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 2, 2007 | Rispondi

  9. Da noi solo pareri negativi, pardon, sinceri.
    ‘Cinque minuti e un jet partirà… (C. Baglioni)”

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 3, 2007 | Rispondi

  10. visto che in questa discussione si intrecciano il numero cinque,peccati e peccatori vari e la morte, non mi pare improprio ricordare questi cinque versi del Cantico delle Creature del Santo Francesco d’Assisi, per altro contitolare onomastico, assieme ad E., della nostra padrona di casa.

    “Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
    da la quale nullu homo vivente po’ skappare:
    guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
    beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
    ka la morte secunda no ‘l farrà male”

    Commento di guido | dicembre 3, 2007 | Rispondi

  11. Ma ke skopro!! Il kantico delle kreature di San Francesko era profetico in quanto a skrittura konteporanea!! Ho controllato perché non me lo ricordavo con le k, e le k ci sono proprio!!!!

    Guido, la citazione è azzekkatissima!! Merci!

    Pepper provochi? E allora la posto ‘sta poesia sulla morte o morte della poesia. anche se la sento ancora a livello di bozza, non so… e va be’, beccatevi ‘sta bozza

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 3, 2007 | Rispondi


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