fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

Senza polvere senza peso

Dall’omonima raccolta di Mariangela Gualtieri:

thebeachedmargin_1937.jpg

Edward Wadsworth, La linea di sabbia, 1937

Sinuoso è il respiro del mare

retto il volo dell’uccello marino

spianate le armate di scogli

e tutta una geometria di grani

fa spiaggia fa muraglia

fa orma d’uomo e di cane.

Galleggiamo qui come spadaccini

al rallentatore entriamo

in tutti i bar della riviera

ma è sete decennale che ci arde

è il rombo di tutte le acque.

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novembre 27, 2007 - Posted by | 1, forme

10 commenti »

  1. Il quadro m’ha dato un’idea per i prossimi addobbi di Natale 🙂
    Dopo vado a vedere chi è Wadsworth.

    Commento di sgt.Pepper | novembre 27, 2007 | Rispondi

  2. il Natale si avvicina… adesso capisco perchè ho fatto un post estivo.

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 27, 2007 | Rispondi

  3. Leibniz, lo vedo adesso. che vista che ho. la risposta è forse perchè la natura ha paura del vuoto?

    Commento di sgt.Pepper | novembre 29, 2007 | Rispondi

  4. ti rispondo oggi pomeriggio

    ciao

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 30, 2007 | Rispondi

  5. Troppo gentile fem. Pensavo ke ad una domanda simile mi rispondevi il 30 feb 🙂
    Ciao

    Commento di sgt.Pepper | novembre 30, 2007 | Rispondi

  6. è un’idea!! 🙂

    la tua natura ha paura del vuoto telematico? 😉

    quanto me passa er mar de tessta te risponno, promis!

    baci

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 1, 2007 | Rispondi

  7. ero seduta per terra in uno di quei pomeriggi di noia che invadevano i miei nove o dieci anni o forse erano dodici, ma era assolato e tiepido, si stava bene e io incominciai a pensare che ne sarebbe stato della stanza se io fossi sparita all’istante. Niente, che ne sarebbe stato? Sarebbe rimasta una stanza. Poi sono passata a far sparire tutto il nostro appartamento e allora ci sarebbe stata una casa con un piano in meno, niente di drammatico. Sparita tutta la casa, ecco un bello spiazzo milanese. Sparita Milano, sì accettabile. Sparita la Terra, nulla di particolare, un altro pezzetto di vuoto nel grande spazio libero del sistema solare. Sparito il sistema solare resta tutto l’universo. Sparito tutto l’universo mi sono bloccata. Che cosa rimane dove, se sparisce lo spazio?? Non c’è più nulla ma DOVE?? Non ha senso chiedersi dove nel vuoto. Non abbiamo l’intuizione del nulla è fuori dalla nostra portata, un po’ come l’infinito. Come fa a sparire lo spazio? Che cosa è lo spazio allora, non può essere un contenitore contenuto nel nulla, non può essere un nulla perché è percorribile anche se non c’è più nessuno che lo percorre.

    E allora Leibniz che si chiede addirittura perché c’è qualcosa piuttosto di questo nulla inimmaginabile, mi accompagna perché anch’io davanti al muro del nulla mi chiesi alla fine il perché di tutto questo “pieno” che era diventato tanto assurdo quanto il vuoto.
    Vertigini pomeridiane.

    E il “rien” francese rende molto meglio l’idea invece del nostro “niente” o “nulla” (troppo dolci, troppo consolatori): è rabbioso, rifiuta, graffia, ringhia: rien!

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 1, 2007 | Rispondi

  8. Merci bien, fem.
    Comincio dal fondo. Rien, rabbioso, e l’espressività delle parole nella lingua madre. Qualche mese fa sono andato a prendere all’aeroporto un ragazzotto americano che veniva a fare uno stage. Chiacchierando in macchina mi racconta che studia astrofisca ed è finito a parlarmi della materia mancante. Mi s’è stampato ‘nothing exists’. Beh, non sono ancora riuscito a dargli un significato, senza conflitti di logica, in italiano. In inglese mi pare quasi comprensibile.
    A proposito di pensieri vaganti, a me capita di pensare cosa succederebbe all’universo se di botto scomparisse il genere umano. Esisterebbe ancora? (Riflessioni di assonnati un po’ storditi…)
    ‘notte

    Commento di sgt.Pepper | dicembre 1, 2007 | Rispondi

  9. e lo so, il discorso del realismo… se cade un albero nella foresta ma nessuno lo vede, cade davvero? Senza l’osservatore la realtà esiste? Come si fa a dire che esiste se non c’è nessuno che lo dice??
    come si fa a dire che lo spazio è percorribile se non c’è nessuno che lo percorre??

    Mi piace sempre ricordare il signor Palomar di Italo Calvino che ci definisce come “mondo che guarda il mondo” (cito a memoria, ma il senso è questo).

    Nothing exists… ce voleva Parmenide a diglie “L’essere è, il non-essere non è” !!

    Commento di forzaelettromotrice | dicembre 2, 2007 | Rispondi

  10. Bellissimo quadro. Non conoscevo questo artista. Grazie.

    Franz

    Commento di lapoesiaelospirito | dicembre 3, 2007 | Rispondi


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