fem

pourquoi il y a quelque chose plutôt que rien? (Leibniz)

Colori

Test per capire se si è daltonici

5_test_colore.jpg

test_colori_forme.jpg       barchetta.jpg

 

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novembre 8, 2007 - Posted by | forme, numeri

25 commenti »

  1. Eh no, qui so cosa sono. me li ha mostrati il medico x il rinnovo della patente. mi pare servon x checcare ke tu nn sia daltonico (o visione al buio?) :-).

    Commento di sgt.Pepper | novembre 8, 2007 | Rispondi

  2. il 5 lo vedi? Qui a casa dicon che son pazza… nemmeno la barchetta vedon ‘sti marrani… solo puntini e puntini …
    (scherzi di schermi)

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 8, 2007 | Rispondi

  3. vedo tutto: 5, O, quadrato, stellina e barchetta. mica sarò un fenomeno? Forse hanno il monitor ke ha bisogno di una passata col Spic ‘n Span.

    Commento di sgt.Pepper | novembre 8, 2007 | Rispondi

  4. proverò…

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 8, 2007 | Rispondi

  5. nota dal revisore di testi: io al punto 1 al posto di “checcare” metterei “ceccare” o al massimo “cieccare” o al minimo “cekkare” sei d’accord?

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 8, 2007 | Rispondi

  6. spetta ‘mo : ma il sottotitolo in azzurrino lo vedi??

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 8, 2007 | Rispondi

  7. ceccare, in in slang studentesco vuol (voleva…) anche dire cannare=sbagliare, o no? ricordi di partite, lunghissime, al bigliardo.
    adesso ke me lo dici vedo pure l’azzurrino. ma nn è ke c’hai messo un po’ di sadismo con ‘sto post.

    Commento di sgt.Pepper | novembre 8, 2007 | Rispondi

  8. adesso che me lo fai notare, forse sì, ma era sadismo inconscio…

    altro che “vedere l’invisibile” qui si deve vedere il visibile e non è cosa semplice come sembrerebbe a prima vista. Ci vuole una seconda vista.

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 8, 2007 | Rispondi

  9. ecco vedi, io ho sempre scritto biliardo invece (vanno bene tutti e due, garantisco).
    E ci ho pure giocato, che bello, carambola oppure all’italiana… ach! Devo assolutamentissimamente trovare “la palla numero 5” di Buster Keaton!!!!!! Lo hai visto??? E’ grande capolaforo di cinema muto…..

    grazie sgt grazie sgt, così questa serata non passerà invano, come mi piaccio quando mi tornano alla memoria simili cose!!!!!!!!

    sul biliardo ci torniamo, promesso

    fem 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 8, 2007 | Rispondi

  10. sig delusion delusion era “la palla numero 13″….

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 8, 2007 | Rispondi

  11. trama del film:

    Un proiezionista (Keaton) entra in un film dove, contrariamente alla vita reale, riesce a comportarsi da eroe. Una delle più audace e intelligenti riflessioni sul cinema e i suoi meccanismi, amesignano di tutto il metacinema e il cinema-parodia successivo. Profondità da grande teorico, ritmo da grande maestro. Noto anche come “Calma, signori miei!”, è forse il capolavoro di Buster che “inventa” il metacinema nel 1924. Fu uno dei film che convinsero Bunuel a diventare regista. Secondo Morandini è per la Settima Arte quello che “Sei personaggi in cerca d’autore” è per il teatro. Da “La rosa purpurea del Cairo” a “Pleasantville”, tutti gli devono qualcosa.

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 8, 2007 | Rispondi

  12. Tempi in cui il cinema cercava una sua collocazione. No, nn l’ho visto ma le vie del web sono infinite. Tutti dobbiamo qualcosa ai ns padri, e madri. Una trama simile, mutuata, è stata di un film con Schwarzenegger in cui un ragazzino con un biglietto magico entra nel film del suo eroe. + o -.
    (ehm, ehm. Ma per passare la serata nn ti viene in mente niente di + giocoso? 🙂 )

    Commento di sgt.Pepper | novembre 9, 2007 | Rispondi

  13. Se hai emule, batti ‘palla numero 13 buster keaton’. C’è, son ca. 200 MB.

    Commento di sgt.Pepper | novembre 9, 2007 | Rispondi

  14. ce lo abbiammo sì, ma se va lui, mi fermo io o rallento fino all’isteria… Per fortuna non sto tutto il giorno attaccata alla tastiera, quindi scaricheremo pure Buster, il mio amato Buster che afferra i treni con una mano, che quando passa il ciclone sopravvive al crollo della facciata di una casa grazie alle giuste coordinate cartesiane (si trova proprio nel posto della finestra aperta!) che viaggia per ore sul manubrio di una bicicletta in discesa in una corsa infinita nel traffico (che alla fine ti fa male la pancia da quanto hai riso e pianto dal ridere).

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 9, 2007 | Rispondi

  15. ecco che mi ricordi che ho troppo trascurato Buster – e altrettanto ho perso.
    Segno tra le cose da fare nei tempi di recupero.

    Commento di Guido | novembre 9, 2007 | Rispondi

  16. anche la sua biografia “Memorie a rotta di collo” è una lettura che non si dimentica…

    finchè si autoproduceva era libero di creare e fare capolavori, quando si è assoggettato alla mega casa cinematografica è andato in rovina.

    Come Cartesio, il suo errore principale non è stato quello di separare corpo e mente, ma quello di accettare l’invito alla corte della regina di Svezia. Se ne stava in pace, in una casa in campagna con cibi freschi ogni giorno, con tutto il tempo libero per studiare e invece finisce a doversi svegliare all’alba gelida per accontentare le bizzarrie della sovrana e muore (avvelenato?? comunque muore) prematuramente…

    vivi nascosto (e libero da gratificazioni “professionali”) mi verrebbe da augurare in molti casi.

    Anche nei racconti di artisti di James si parla del rapporto fama e creatività o possibilità di continuare a creare liberamente senza le pressioni distraenti e mondane.

    Io faccio a meno della tv, ad esempio.

    dovrei fare anche a meno dei blog (sto dimezzando i libri letti… è più comodo leggere i blog, almeno per me)

    mah
    [finisce con l’h ma non è assolutamente del tipo dell’ultimo post di FK… come se “uf” fosse un nome dei normanni di Asterix, che finiscono tutti per f !! ]

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 9, 2007 | Rispondi

  17. prendo diligentemente nota delle indicazioni.

    Cartesio: da poco ho ripreso alcune letture di/su Cartesio.
    proprio in una raccolta di sue lettere pubblicate da Archinto (Ti scrivo dunque sono/lettere 1619-1650), quel che ricordi emerge molto bene. a suo onore bisogna dire che fece di tutto per starsene tranquillo in olanda, ma non si sentiva più sicuro nemmeno là, e forse pensò che la protezione di Cristina regina lo avrebbe potuto aiutare.
    Non conosceva il soggetto: farlo venire ogni giorno alle 5 di mattina per darle lezioni di filosofia, in pieno inverno, in svezia, avrebbe ucciso comunque chiunque, credo.
    Bel soggetto Cartesio; lo amo innanzitutto come matematico. Bel secolo, il ‘600, e non solo per le scienze: pensa alla musica, ad es.
    mah: c’è che crea isolandosi e chi per creare ha bisogno di immergersi nella folla (e chi nella follia), così ci sono quelli di clausura e quelli mendicanti: opere pie equivalenti, penso.
    si, rinunciando alla tv, si recupera tantissimo tempo. meglio i blog della tv, comunque 🙂

    Commento di Guido | novembre 9, 2007 | Rispondi

  18. avevo scritto anch’io “alle 5 di mattina” ricordando a memoria quello che avevo letto nel “Taccuino segreto di Cartesio”, poi ho pensato a un capitolo di “Marco e Mattio” di Vassalli nel quale si parla del diverso modo di contare le ore, non dalla mezzanotte come attualmente, che vigeva nei secoli passati. Quindi mi sono chiesta se per Cartesio fosse proprio il 5 il numero della sua ora o se il libro avesse aggiornato la notazione per i lettori contemporanei…

    il fatto che nel mio blog l’ora non compaia non era intenzionale (non sono capace di farla apparire) però lo può diventare, nel senso che così, solo con la data (tutta occidentale, d’accordo…) il tempo perde un po’ della sua aritmetica e diventa l’eterno presente del web.

    adesso vado a dormire

    baci

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 9, 2007 | Rispondi

  19. Acc.. ke fiume. Sto leggendoti alle 00:05, e ho le orecchie trapanate dopo 3 ore di musica a palla. In cantina c’ho una sala registrazione audio, mio hobby da sempre, e ‘sti suonatori, mix di rockettari/punk/grunge/accidenti ancora nn hanno imparato, tutti, ke suonare + forte serve solo a consumarmi + corrente, e a rompermi i miei amati e delicati microfoni. Transeat.
    Cartesio, ki era costui? Confesso, cenere sul capo, ma ne conosco solo gli assi x e y e nn so se è stato lui a inventare quello z. Buuu. Provvederò.
    Agire x aspettarsi gratificazioni è infliggersi una schiavitù senza la speranza ke arrivi il 7° cavalleggeri a liberarti.
    Creare, ke parola strana. Io preferisco -assiemare-, pensieri e sensazioni, e dar loro un supporto materiale. Son rimasto al ’niente si crea e niente si distrugge, ma tutto si trasforma’.
    Meglio dentro o fuori casa? Dipende da quello ke hai in testa, forse. Meglio il blog della TV? Da fanciullo avevo iniziato a trafficare con le radio; ricordi la CB? Bene, tutta la varietà di personaggi ke la frequentavano me la sono ritrovata anke nei blog. Cambiata la tecnologia, ma la zucca della gente no, e nascondersi dietro un microfono o una tastiera induce gli stessi medesimi uguali identici equivalenti comportamenti. Il blog ha però una trappola; ciò ke scrivi da qualche parte rimane. Ki se ne frega?
    A proposito di follia, sto rileggendo Erasmo da Rotterdam; nn me lo ricordavo così un allegrone.
    Adesso posto lo sproloquio senza rileggerlo, sennò lo cestino, e vado adormire.
    Notte

    PS: Il film di keaton, dopo 20 ore ha scaricato 10 MB dei 200 totali. Ke strazio (e che bolletta ENEL)

    Commento di sgt.Pepper | novembre 9, 2007 | Rispondi

  20. nulla si crea né si distrugge, vero vero!! E vero anche che son tutte opere pie, quelle in o fuori bolgia… quello che mi spiace è quando una persona come Buster non riesce più a fare quello che amava fare per colpa dei maledetti “riconoscimenti” e delle cosiddette “gratificazioni” (non di certo gratuite, ma in quel caso mortali). Inzomma meglio soli che male accompagnati.

    Ach in che mare mi sono buttata… io in effetti più che di creatività mi intendo bene di creatinità, (il correttore automatico di Word è un piranha, se non stai attenta ti mangia tutto quello che scrivi e te lo ributta al contrario… mi ha riscritto creatinità con la v, ma si può!!!)
    Sì sì, non c’è nulla di nuovo sotto la luna, giust giust…

    Ah il grunge! (non vi dico come il maledetto Word mi ha riscritto grunge…hahahaha!!)
    sono vecchiotta ma quando ascoltai i Pearl Jam e i Red Hut Chilly Pepper (pure loro grunge? bho!) mi piacquero assai al punto di avere pure una cassetta da qualche parte (cassetta!!)

    Di Erasmo avevo letto i Dialoghi, molto istruttivi…

    Cavolo, l’asse z… che lo abbia inventato Zermelo?? (che poi Word mi fa diventare Bermelo… mo’ lo uccido…)
    Forse dovevo scrivere Kartesio, adesso lo riconosci?? :-))

    baci

    faccio un giro sui miei blog preferiti e poi vado a leggere su supporto cartaceo su comodo divano pomeridiano

    fem

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 10, 2007 | Rispondi

  21. Cartesio, e tutti i suoi discendenti, vanno presi a piccole dosi, come una medicina omeopatica. E’ un attimo sfuggire alla forza centripeta del buon senso. Meglio prima assicurarsi ke la fune ke ci trattiene sia ben solida.
    Grunge, grunge, punk, punk, crack! Oddio, ho sbiellato pure io.

    Commento di sgt.Pepper | novembre 10, 2007 | Rispondi

  22. Sì sì, abbasso gli scientisti, non voglio finire a combattere contro i mulini a vento come quelli del cicap (senza offendere le ideologie di nessuno, per carità!!).

    Sempre dal libro su Calvino che sto leggendo, guarda che diceva Giorgio De Santillana nel 1962:

    “Eppure, se solo la scienza evitasse di diventare prigioniera delle sue rifiniture formalistiche o della sua rozzezza pragmatistica, […] troverebbe il suo antico posto nel grande dialogo, non semplicemente come struttura di simboli, ma come metafora dell’essere, […] Essa possiede in sé qualcosa di interamente umanistico, vale a dire il suo gioco di immagini creative, la sua esperienza nella ricerca della verità, che si legano a tutte le altre forme della ricerca”

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 10, 2007 | Rispondi

  23. Il cicap combatte una guerra persa. Evito di citare x esteso un detto dialettale di queste parti ke afferma ke si fa prima a porlo là ke a porlo in testa.
    Mmmmh, scienza ed arte nel passato sedevano allo stesso tavolo, ma poi l’han rovesciato assieme a tutte le stoviglie, e le vivande.

    Commento di sgt.Pepper | novembre 11, 2007 | Rispondi

  24. si può cenare anche a terra, su comodi cuscini 😉

    Commento di forzaelettromotrice | novembre 11, 2007 | Rispondi

  25. speruma…

    Commento di sgt.Pepper | novembre 11, 2007 | Rispondi


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