animali
Caro libro ti ho cercato ma non ti ho trovato. So che sei di sicuro nelle mie librerie, ma ho ceduto, ti troverò solo quando non ti cercherò più. Volevo parlare di te, che ti chiami Animali che si drogano, sei piccolino e blu a quanto ricordo e ti avevo comprato per il titolo. Ho scoperto che gli elefanti si inebriano con la frutta in fermentazione, che le renne della Siberia si cibano di funghi allucinogeni… un libro che fa a gara con il tomo di Elémire Zolla “Il dio dell’ebbrezza“.
Ho trovato un blog che meglio di me lo descrive: ventitre.org.
Animali, animali… Rigoni Stern in Arboreto salvatico parla della api che cadono a terra addormentate dai fiori di tiglio e Primo Levi consiglia di leggere Bestie di Federigo Tozzi. Oliver Sacks in Diario di Oaxaca dice che le coccinelle sono velenose (lo sapevate? Sapevatelo!).
Ma è Pessoa che nel suo Libro dell’inquietudine, quando parla di noi, scrive sempre animali esseri umani.
divagazioni in onore del Carnevale dei libri di scienza
lo scrivente è l’orgoglioso possessore di una prima edizione di “Bestie” di Tozzi (Treves, 1917?). Tozzi – e mi riferisco ai romanzi, al bellissimo “Tre croci”, al “Podere”, a “Con gli occhi chiusi” è la lente che mi permette di capire (a modo mio, a modo suo) tutte le correnti ‘irrisolte’ del Novecento europeo, dal decadentismo all’espressionismo di Murnau al punk. I personaggi di Tozzi vivono e narrano vicende che non comprendono, così animali in questo: basti pensare alle logiche distanti del tal mustelide brasiliano e degli abbattitori d’alberi per sfruttamento del legname-dei pascoli-delle miniere d’oro… manco si mangia, l’oro.
ah la prima edizione… sì, Tozzi, lo conosco, mi vien voglia di rileggerlo. Penso alla volta che a Siena, gironzolando ho alzato gli occhi e per caso ho letto la targa che diceva che lì, in quella casa, era vissuto.