proietto
Quella pallottola, da quanto tempo è in orbita? Non lo sai neanche tu che ce la tieni. Ma io so tutto di te, e posso dirti che ci fu un’età, tanti anni fa, in cui un demone ti insinuò nella mente l’icruenta lusinga di un decorativo grafismo che radendo a volo la crosta terrestre tutta la coprisse di sempremai nuove curve, come fa attorno al gomitolo il filo: senonché, vanendo labil ne l’aere, quel segno poteva aver permanenza solo nel suo ininterrotto slancio in avanti. La corsa di quel signo labente, quanto ti piaceva! Perché la sapevi alimentata da una energia inesauribile, e perché la sapevi tornare e ritornare, incrociando nei cieli, sopra i medesimi luoghi dove tu, miserello, giacevi. Ti bastava pensare quel punto orbitante per sentirtene rapito, come se volando con lui tu avessi la visione di continenti e di oceani vorticosamente vorati.
“Mi hanno sparato e sono morto” Michele Mari

esso poeta è meraviglia di traiettorie.
Curiosissime le incursioni di neologismi e di…”vanendo labil ne l’aere”: mi vien da chiamarli “arcaismi”, ma forse è termine improprio. O no?
che spettacolo la prosa di mari, ciao fem!
ciao
meraviglia e spettacolo, sì…. sono riuscita a ordinare in biblioteca “Tutto il ferro della torre Eiffel” e non vedo l’ora che arrivi….
@metrovampe: ho associato il video dei Korn (nascosto nel collegamento dell’immagine) forse proprio per contrasto – o magari, no, chi lo sa? ci sono i fumetti…